La 16enne di origini senegalesi accusata di omicidio volontario per aver ucciso il 4 gennaio scorso a coltellate il 63enne di origine marocchine Abdelrrhaim Nagbi detto Abramo in un appartamento presso la fornace di Castelnuovo Scalo nel comune di Asciano, resta in carcere.
E’ questa la decisione presa oggi, giovedì 18 luglio, dalla Corte di Cassazione che ha rigettato la richiesta della difesa di convertire la misura cautelare dell’arresto in carcere (la 16enne è attualmente ristretta presso una struttura per minori) con gli arresti domiciliari, richiesta che era già stata rigettata dal Tribunale del riesame.
All’epoca dei fatti, la 16enne abitava coi genitori nello stesso stabile della vittima il cui corpo – che presentava numerose ferite di arma da taglio sul volto e sul busto – era stato rinvenuto da parte dei sanitari del 118 nell’appartamento che l’impresa di materiali di costruzioni aveva adibito ad alloggio di servizio per i dipendenti all’interno dello stabilimento.
Le immediate indagini condotte dal Nucleo Investigativo e dalla Compagnia di Siena avevano consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio, individuandone la responsabile nella 16enne che aveva poi ammesso di essere stata l’autrice del fatto criminoso affermando di essersi difesa dall’aggressione attuata dall’uomo nel tentativo di stuprarla.
Mercoledì 24 luglio si svolgerà il processo presso il Tribunale dei Minori di Firenze.











