
La mostra ‘Luce e vedute’. Nel percorso espositivo di Angiolo Benedetti è possibile ammirare ritratti, nature morte e paesaggi, capaci di restituire, attraverso il sapiente uso dei colori, uno spiccato senso delle realtà. E così le nature morte sono rese “vive”, i ritratti colpiscono per un’attenta introspezione psicologica, le vedute, nelle loro piccole dimensioni, con il tratteggio rapido su tavoletta, permettono di tornare indietro nel tempo, respirando l’aria livornese o fiorentina dei Macchiaioli. La pennellata di Benedetti diventa fluida e si mescola con la spatola a colpi rapidi proprio per “fotografare” l’attimo fuggente della luce. In questo modo attraverso le tele è possibile comprendere le stagioni, raccontare come la luce e le ombre si stagliano all’esterno degli edifici o dei paesaggi durante il tramonto o nelle ore calde del “meriggio” estivo. Una resa artistica e realistica che permette persino di sentire il frinire delle cicale e di vedere le pievi della campagna intorno a Rapolano come assopite con tutta la natura intorno. Un puzzle infinito di creatività dove la tradizione ottocentesca toscana è tracciata dalle mani dell’uomo che lascia ben identificare i luoghi rappresentati.
Angiolo Benedetti è professore di Patologia Generale dell’Università di Siena, nato a Pisa ma trapiantato da anni a sud di Siena. Ha sempre avuto la passione per la pittura che ha coltivato sin dalla giovinezza. Ed è proprio a Siena, mentre frequenta un corso di disegno/pittura, che comprende che oltre alla docenza può dedicarsi alla pittura.











