
“Un aumento spropositato che spaventa e che fa pensare. Non corrisponde alla percezione di un incremento del tasso di irruenza stradale da parte di coloro che attraversano l’abitato di Ponte d’Arbia; viene dunque da chiedersi quali siano le ragioni di un incremento così consistente tale da generare addirittura la triplicazione delle sanzioni, almeno nel valore di gettito presunto – spiega Massimo Granchi, candidato a sindaco per Monteroni Viva – Preoccupa di più il fatto che tale importo sia sostanzialmente quasi equivalente a quello dell’IMU, il cui gettito è di 1 milione e 800 euro. Se si pensa che l’IMU è la principale gamba su cui si sorregge il bilancio, diventa chiaro che la seconda gamba portante è praticamente costituita dalle multe. Il che equivale a dire che il bilancio, ovvero lo strumento che sorregge i servizi comunali, dal trasporto, ai servizi sociali, agli asili nido, si regge sul presupposto che gli automobilisti di Ponte d’Arbia continueranno a infrangere il codice della strada anche per i prossimi anni, visto che il Bilancio di Previsione ne prevede identico stanziamento anche per il 2020 che per il 2021”.
Ma cosa succedere, se gli automobilisti cominciassero a rispettare scrupolosamente il limite di velocità? Il comune di Monteroni d’Arbia rischierebbe il default in 12 mesi. Inoltre, tra coloro che vengono sanzionati, paga la multa solo 1 automobilista su 2. I non pagatori finiscono a ruolo di Equitalia, nella speranza che qualcuno faccia presto un condono. “Ad avere la peggio sono comunque i cittadini di Monteroni – conclude Massimo Granchi – poiché in considerazione che l’importo stanziato va comunque garantito a Bilancio, coloro che le tasse le pagano, ovvero i buoni pagatori, devono finanziare anche gli stanziamenti per questi crediti di dubbia esigibilità”.











