
Invertire la rotta dell’ordinamento istituzionale. Nell’ordine del giorno viene riconosciuta la necessità di attuare un nuovo programma di riforme delle autonomie che vada in direzione opposta rispetto a quelle realizzate negli ultimi anni, superando la legge Delrio; il bisogno di entrare in una fase nuova in cui ripristinare ciò che è stato erroneamente smantellato e di rilanciare il ruolo delle autonomie quale presidio democratico sui territori e articolazione fondamentale dell’apparato politico-amministrativo della Repubblica italiana.
Province efficienti a supporto dei piccoli Comuni. Nel testo, inoltre, si afferma che i Comuni, quali centri di erogazione dei servizi essenziali ai cittadini e primo presidio sui territori, e, in particolare, i piccoli Comuni, hanno bisogno di Province efficienti, che acquisiscano di nuovo a pieno titolo il loro ruolo di indirizzo e coordinamento sovracomunale di risorse e competenze su territori omogenei, andando oltre lo sforzo dei sindaci che, in questi anni, hanno cercato di far funzionare un ente provinciale svuotato di risorse e con organismi di indirizzo politico inadeguati.
Ritorno alla Provincia come ente di primo livello. L’ordine del giorno si chiude con l’auspicio di poter ripristinare l’elezione diretta e a suffragio universale del presidente e del consiglio provinciale, per consentire alle Province di tornare a occupare una posizione baricentrica nel sistema istituzionale locale e di rispondere del loro operato direttamente di fronte ai cittadini che li hanno eletti, contando su adeguate risorse finanziarie di derivazione statale e locale.











