
«Pochi sanno – dichiara il professor Galeazzi – che la Reumatologia si occupa oggi di oltre 150 diverse malattie che colpiscono circa 5 milioni di persone, a cui si aggiungono altri 4 milioni di persone affette da osteoporosi clinicamente rilevante. Le malattie reumatologiche coinvolgono prevalentemente le strutture dell’apparato locomotore e sono per lo più croniche: tra queste alcune sono di tipo degenerativo come l’artrosi e altre sono infiammatorie. A questo gruppo di malattie infiammatorie croniche appartengono patologie gravemente invalidanti e potenzialmente mortali se non diagnosticate e curate tempestivamente. Una parte delle malattie infiammatorie sono state definite dalla comunità scientifica “malattie autoinfiammatorie” per distinguerle dalle “malattie autoimmuni sistemiche” (quali ad esempio Lupus Eritematoso sistemico ed artrite reumatoide) che sono esse stesse infiammatorie ma si basano su un meccanismo autoimmune».
«Tra le malattie autoinfiammatorie – afferma il professor Cantarini – si possono oggi distinguere le forme ereditarie monogeniche e le forme ereditarie poligeniche multifattoriali che precedentemente venivano incluse in altri gruppi di patologie. La comunità scientifica ha quindi potuto elaborare una proposta di nuova classificazione che definisce le “malattie immuno-mediate” caratterizzate da anomalie, congenite o acquisite, della risposta infiammatoria/immunitaria. Per merito anche del contributo scientifico della Reumatologia senese, importantissime sono state le ripercussioni sul piano delle possibili terapie, fino a pochi anni fa inesistenti per molte malattie anche mortali e soprattutto pediatriche, ma oggi invece curabili grazie anche ai progressi nel campo dei farmaci biotecnologici».”











