
«L’infezione da HIV – spiega De Luca – continua purtroppo a registrare una diffusione stabile, con 1,8 milioni di nuovi casi l’anno nel mondo. In Italia le cifre sono stabili da alcuni anni con 3500-4000 nuove diagnosi l’anno. La Toscana – prosegue De Luca – negli ultimi 9 anni, ha registrato un numero stabile di 270-350 nuovi casi l’anno. Nel 77% dei casi si tratta di individui di sesso maschile e la modalità di trasmissione prevalente è quella sessuale (86%). Negli ultimi 3 anni – aggiunge De Luca – sono in crescita le diagnosi tra individui ultracinquantenni, tra i quali prevale la trasmissione eterosessuale, e tra i giovani tra i 20 ed i 30 anni. In netto calo la trasmissione attraverso droghe per via iniettiva, che non supera ormai il 5% dei casi. Purtroppo le diagnosi sono spesso tardive – afferma De Luca – oltre il 50% fa il primo test per HIV quando le difese immunitarie sono già state ridotte dall’infezione e uno su cinque ha già l’AIDS conclamato al momento della diagnosi. Considerando che, mediamente, tra il contagio e la malattia conclamata, in assenza di terapia, trascorrono 8 anni, è evidente come in diversi casi, soggetti con infezione da HIV non sanno di averla per molti anni. Accedere precocemente al test diagnostico di HIV è quindi di importanza fondamentale perché la diagnosi ed il trattamento precoce – conclude De Luca – rendono possibile un’aspettativa di vita quasi identica a quella di persone senza infezione. Inoltre le persone in terapia stabile perdono la contagiosità, con evidente beneficio sulla qualità della vita e da un punto di vista di sanità pubblica».











