A Salif Sako, 20 anni, in carcere dal tempo dell’accaduto, è stato riconosciuto un vizio parziale di mente. L’ivoriano dovrà anche trascorrere due anni in una struttura protetta. Il difensore dell’aggressore probabilmente presenterà appello, convinto che non si tratti di un tentato omicidio.
Oltre che per tentato omicidio, l’ivoriano è stato ritenuto colpevole per i reati di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Il carabiniere intervenuto sul posto che ha dovuto sparargli per fermarlo, e che si era costituito parte civile, è stato riconosciuto un risarcimento di 2.500 euro. L’autista ferito dovrà invece rivalersi in sede civile.
La cronaca dell’aggressione
Attorno alle 15 del pomeriggio di sabato 29 luglio 2017, a Santa Colomba, Salif Sako aveva aggredito Alessandro Martini, autista di un bus della linea s37 sul quale era salito, colpendolo con due colpi di coltello ad un braccio ed uno al torace.
Dopo i primi tre colpi l’autista era stato sbalzato fuori dal posto di guida, finendo a terra. Così, sarebbero intervenuti alcuni passanti, che l’avevano sottratto all’aggressione mentre, intanto, qualcuno aveva dato l’allarme ai carabinieri.All’intervento dei militari, il 19enne aveva preso una bottiglia tirandola contro i carabinieri intervenuti attaccandoli poi con il coltello. Dopo aver sparato alcuni colpi in aria, un militare dell’Arma aveva fermato l’ivoriano con un colpo di arma da fuoco a una gamba. Il 19enne aveva comunque tentato la fuga in un bosco, dove era infine stato raggiunto e fermato dai militari.











