Due gli appuntamenti, a Rocca delle Macie (Castellina in Chianti) ed a Radda in Chianti incontrando le aziende vitivinicole del Consorzio Chianti Classico e agroalimentari toscane.
“Chi è candidato nei collegi uninominali da noi di M5s non ha il paracadute – ha dichiarato Maio nel corso dei suoi incontri -. Padoan può fare pure il fenomeno che si candida a Siena. Ma lui ha un paracadute nel proporzionale. Così, in questo modo, siamo tutti bravi a candidarci.
“Dopo tutto quello che è successo al Monte dei Paschi non capisco come Siena possa rimanere una roccaforte del Pd. Sono molto preoccupato per queste mega-coalizioni e ammucchiate che stanno facendo i partiti. La coalizione di centrodestra litiga ogni giorno. Votare per quella gente significa far piombare il Paese nel caos il giorno dopo a causa dei loro litigi. È successo già in Sicilia – ha continuato Di Maio – dove la Lega ha fatto mancare la maggioranza alla giunta Musumeci, succederà anche altrove dopo il 4 marzo”. Di Maio ha anche detto che nel centrodestra “non si capisce cosa pensino del 3%, della legge Fornero, non si capisce nemmeno chi sia il loro candidato premier”.

Credo che il vero grande rischio di una zona come questa – ha detto ancora Di Maio – sia l’astensione, persone che non vanno a votare: noi non chiediamo loro il voto, chiediamo loro di partecipare al nostro progetto per l’Italia, di prendere parte ai nostri lavori sul programma, di proporsi anche per i collegi uninominali, di far parte di questo percorso.

Ci sono 187mila leggi in Italia, bisogna fare l’elenco delle leggi da abolire e non quello delle leggi da fare per sburocratizzare, perché queste leggi creano più burocrazia, ci sono 400 leggi inutili di cui non si capisce l’esistenza: le prime leggi da abolire sono lo spesometro, gli studi di settore e il redditometro. È chiaro per esempio che le leggi fatte per combattere l’evasione fiscale – ha aggiunto – stanno invece combattendo chi ha sempre pagato le tasse ed è ligio agli adempimenti fiscali.













