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SALUTE e BENESSERE

Lotta alla sepsi, ecco il piano varato dalla Toscana

13 Luglio 20176 Mins Read
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A questo aumento non si sottrae la Toscana, che negli ultimi anni ha visto quintuplicare i casi di sepsi. Per questo la Regione ha varato, prima in Italia, un Programma di lotta alla sepsi, allo scopo di arginare l’ondata crescente di casi e adottare le misure necessarie per invertire la tendenza dell’aumento di decessi per sepsi.

Il Programma regionale di lotta alla sepsi è stato presentato stamani nel corso di una conferenza stampa dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, assieme a Maria Teresa Mechi, responsabile del settore Qualità dei servizi e reti cliniche dell’assessorato, e Riccardo Tartaglia, responsabile del Centro Gestione Rischio Clinico della Regione.

“Una delle minacce più serie per la salute pubblica globale del nostro tempo – ha detto l’assessore Saccardi – è data dalla recrudescenza delle infezioni sia dovute a malattie infettive contagiose che a genesi diversa, come la stessa OMS segnala oramai da diverso tempo. La Toscana non si limita, però, a lanciare l’allarme ma, per invertire questo pericoloso trend, propone anche alcune precise linee d’intervento: a partire dalle vaccinazioni, dalle azioni di contrasto alla meningite, ai sistemi di sorveglianza sulle infezioni correlate, all’assistenza, e sulla antibioticoresistenza. Il piano regionale per la lotta alla sepsi si inserisce quindi in una precisa scelta di politica sanitaria, portata avanti in questi due anni, rivolta ad affrontare in maniera sistematica quella che sta diventando una priorità sanitaria”.

Il Programma regionale di lotta alla sepsi

E’ un programma triennale che coinvolge tutti i soggetti che possono contribuire alla prevenzione e alla corretta gestione della sepsi: aziende sanitarie, operatori sanitari, strutture sanitarie e sociosanitarie, società scientifiche, organizzazioni professionali, gruppi di interesse istituzionali, associazioni di pazienti, ecc.).

La sepsi è una patologia tempo-dipendente. La mortalità per shock settico aumenta dell’8% per ogni ora trascorsa al di fuori di un percorso clinico sicuro e validato. Per questo è fondamentale identificare immediatamente la sepsi (è una delle condizioni prevalenti associate a errori di diagnosi in pronto soccorso: 9,6% dei casi), localizzarla, intervenire con tempestività e gestirla correttamente.

Lo scopo del programma regionale è quello di guidare le azioni necessarie al miglioramento della qualità per la prevenzione, la pronta identificazione e il trattamento della sepsi, al fine di ridurne l’incidenza e la mortalità e morbilità ad essa associate, orientando il sistema all’adozione di protocolli operativi contestualizzati.

Questi i cinque obiettivi 2017-2020 del Programma regionale di lotta alla sepsi:

– Inserire la lotta alla sepsi nelle agende dei soggetti che compongono il Servizio Sanitario Regionale. Il Programma intende accrescere il livello di priorità assegnato alla sepsi, considerata una vera e propria emergenza sanitaria, destinato comunque a crescere in conseguenza dell’impatto medico ed economico del problema

– Assicurare che le modalità organizzative e i servizi necessari al trattamento e alla riabilitazione dei pazienti con sepsi siano disponibili e il personale sanitario sia adeguatamente formato

– Sostenere l’applicazione delle linee guida internazionali per la lotta alla sepsi per consentire la prevenzione, il riconoscimento tempestivo ed il trattamento efficace della sepsi, per tutti i pazienti in tutta la regione

– Attivare tutti i portatori di interesse per far sì che le azioni per la lotta alla sepsi siano tra loro sinergiche e fortemente integrate a livello regionale

– Coinvolgere i pazienti sopravvissuti alla sepsi o i familiari di pazienti che hanno contratto la sepsi nella definizione di strategie per diminuirne l’incidenza e rendere più efficace la risposta del sistema.

E queste le sei linee di intervento:

– Sapere come diagnosticare e trattare la sepsi

– Migliorare l’identificazione e il trattamento della sepsi e dello shock settico in tutti i setting clinico assistenziali

– Ridurre i ritardi per salvare vite: aumentare la consapevolezza della sepsi nella popolazione e tra i professionisti

– Costruire un sistema integrato per il monitoraggio e la sorveglianza Sinergia tra programmi di stewardship (strategia di gestione responsabile) antibiotica e lotta alla sepsi

– Percorso microbiologico.

Per assicurare un’efficace gestione della sepsi e dello shock settico è necessario un impegno congiunto tra Regione, ARS (Agenzia regionale di sanità), Centro GRC e le strutture sanitarie regionali, secondo una linea di intervento che agisca simultaneamente su più direttrici.

La sepsi: nel mondo e in Toscana

La sepsi è un’emergenza sanitaria globale. E’ la causa di morte più comune in seguito a infezione grave. E’ una delle malattie più comuni, ma meno riconosciute, sia nei Paesi ad alto reddito che in quelli a basso e medio reddito. Ogni anno nel mondo 30 milioni di persone sono colpite da sepsi (di queste, oltre 6 milioni sono sepsi neonatali e pediatriche e oltre 100.000 sono casi di sepsi materna): dai 6 agli 8 milioni muoiono. Ogni pochi secondi nel mondo una persona muore di sepsi, che registra un tasso di mortalità cinque volte superiore all’ictus e dieci volte all’infarto.

Negli ultimi dieci anni nei Paesi ad alto reddito la sepsi è aumentata drammaticamente, ad un tasso annuo compreso tra l’8 e il 13%. Le ragioni sono molteplici e comprendono l’invecchiamento della popolazione, il crescente ricorso degli interventi ad alto rischio in tutti i gruppi di età e lo sviluppo di microrganismi aggressivi e resistenti agli antibiotici.

Nonostante la notevole incidenza, la sepsi è poco conosciuta dalla popolazione ed è spesso confusa con la setticemia, ovvero la diffusione nel sangue di microrganismi o delle loro tossine. La sepsi si verifica invece quando la risposta dell’organismo ad un’infezione determina la comparsa di un’insufficienza d’organo quale esito di un processo abnorme dell’ospite, che arriva a danneggiare i suoi stessi tessuti. Può portare a shock, insufficienza multipla degli organi e morte, soprattutto se non riconosciuta in tempo e non trattata tempestivamente. Nonostante i progressi della medicina moderna, vaccini, antibiotici e cure intensive, la sepsi rimane la principale causa di morte per infezione, con tassi di mortalità ospedaliera tra il 30 e il 60%.

A livello europeo si stimano 1,4 milioni di casi di sepsi all’anno, con una mortalità variabile tra il 28 e il 50%.

Il più recente rapporto del sistema di sorveglianza europeo – EARS-Net dell’ECDC – mostra come l’Italia sia uno dei Paesi euroepi ove è maggiore la diffusione di microrganismi antibioticoresistenti, spesso anche multiresistenti.

In Toscana negli ultimi anni i ricoveri per sepsi sono quintuplicati, passando dai 566 del 2005 ai 2.719 del 2012. Nel 2015 i ricoveri per sepsi sono stati circa 8.000, con una mortalità del 36% (dati ARS, Agenzia di sanità regionale).

Il lavoro svolto fino ad oggi

GRC e ARS hanno avviato un lavoro di approfondimento che, in collaborazione con i professionisti delle aziende sanitarie toscane ha portato alla definizione del percorso diagnostico terapeutico per l’identificazione precoce ed il trattamento della sepsi, che è uno dei principali strumenti del Programma della regione per la lotta alla sepsi.-di-intervento



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