
La posizione finanziaria netta si è attestata a 130,1 milioni di euro, i ricavi sono stati 106,4 milioni – l’1,7% in più rispetto al 2015 – e 10,3 milioni l’utile, che l’assemblea dei soci ha deciso in parte (circa 4 milioni) di ripartire tra i soci e il resto per gli accantonamenti di legge.
Da segnalare anche l’indice di “customer satisfaction” all’88,6%, che evidenzia la buona qualità del servizio tecnico e commerciale erogato dal gestore nel territorio.
“Il 2016 ha segnato per Acquedotto del Fiora un punto di svolta nella gestione dei processi aziendali e nell’organizzazione del lavoro – ha sottolineato l’amministratore delegato di Acquedotto del Fiora Aldo Stracqualursi – è stato infatti messo in esercizio l’importante progetto SAP, per armonizzare i sistemi di tutte le società del gruppo Acea (“ACEA2PUNTOZERO/ACEA 2.0″). È stata quindi attuata una profonda reingegnerizzazione dei processi aziendali: il nuovo sistema informatico integrato, basato su moduli adeguatamente sviluppati e modellati secondo le “best practices” riconosciute di processo, ha influenzato profondamente e ha notevolmente migliorato il modo di lavorare di Acquedotto del Fiora, collocando il gestore in una posizione di tutto rispetto nel panorama delle utilities italiane ed europee”.
I benefici e i risultati dei profondi cambiamenti organizzativi saranno evidenti sul lungo periodo, anche se sono già tangibili fin da queste prime fasi, con un miglioramento nell’efficienza della forza lavoro e la possibilità di tracciare tutte le attività operative e amministrative, pianificare le attività tecniche e ridurre e ottimizzare quelle di trascrizione su sistemi informatici paralleli riguardanti contabilità, controllo e gestione e gestione del personale.
“Alla luce dei risultati di esercizio 2016 e di un solido equilibro economico-finanziario ormai raggiunto, il gestore è in condizione di attuare ciò che tecnicamente ha già dimostrato di poter fare, avendo le risorse necessarie per realizzare quanto previsto nel Piano degli Investimenti – ha commentato il presidente di Acquedotto del Fiora Emilio Landi – Non dobbiamo però abbassare la guardia: i nuovi vincoli introdotti dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico (AEEGSI) con il metodo tariffario idrico 2016-2019 pongono nuove sfide nell’efficientamento dei costi operativi, ma non solo. Acquedotto del Fiora infatti dovrà individuare azioni strategiche ancora più incisive per orientare, se possibile, e interpretare in anticipo i cambiamenti regolatori in itinere, così da essere pronti ai nuovi scenari, uno fra tutti la definizione dei costi standard”. “Il rischio per l’azienda, vista la vastità del territorio gestito e la scarsa popolazione residente, è quello di trovarsi in un contesto di norme riferite a medie nazionali che non fanno giustizia ad Acquedotto del Fiora – sottolinea Landi – Se l’AEEGSI deciderà di comparare costi di città metropolitane gestite da mega impianti centralizzati, relativamente poco costosi, con gestioni molto distribuite sul territorio, efficienti ma che non possono competere con le prime dal punto di vista dei costi, c’è il rischio che si apra un’era di contenziosi che potrebbero ingessare il sistema”.











