
L’invito del Comune di Radicofani, nei confronti della Regione Toscana, “è di supportare le iniziative intercomunali, abbandonando eventuali progetti di fusioni ‘imposte’, di fatto o per legge, a comuni che le rifiutino, ed a valorizzare ogni elemento di natura sociale, territoriale ed economica che caratterizza ogni singolo Comune, nonché a sostenere la rete dei piccoli comuni”.
Un altro appello va al Parlamento e al Governo “per un rapido iter approvativo” del disegno di legge per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione pari o inferiore a 5mila abitanti e dei territori montani e rurali, oltre alle deleghe al Governo per la riforma sull’amministrazione di queste aree e per la remunerazione dei servizi ambientali.
Il Comune di Radicofani invierà l’ordine del giorno al Governo, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente della Regione Toscana, al Presidente del Consiglio Regionale, ai Sindaci della provincia di Siena, ad ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani), Anci Toscana, Anpdci (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia), Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), Uncem Toscana, alle altre associazioni delle autonomie ed agli organi di informazione.
Il provvedimento di Radicofani ha, alla base, la considerazione che la Toscana ha un numero di Comuni (279) inferiore ad altre regioni (sono circa 1.500 in Lombardia, 1.200 in Piemonte, 580 nel Veneto) con un numero medio di abitanti per comune elevato (circa 13.450) rispetto ad altre regioni italiane (circa 6.500 in Lombardia, 3.600 in Piemonte, 8.500 in Veneto) e Paesi europei. C’è poi il valore storico, economico e culturale dei piccoli comuni, e c’è il principio costituzionale della “promozione delle autonomie locali”. Insomma, il rischio, secondo il Consiglio comunale di Radicofani, è la scomparsa di presidi di democrazia, ambiente, cultura.











