Si presenta ricca di novità l’edizione 2015 della Festa del Luca, che sarà dedicata alla riscoperta della storia di San Gusmè attraverso le diverse epoche, dal Medioevo ai giorni nostri. La tradizionale manifestazione, giunta alla sua 36esima edizione, tornerà ad animare la frazione di Castelnuovo Berardenga dal 3 al 13 settembre e in questi giorni la locale Pro Loco sta mettendo a punto il programma, rinnovato ma ancora una volta attento alla valorizzazione del paese, del territorio e delle sue specificità.
“La Festa del Luca 2015 – spiega Ilaria Petrucci, presidente della Pro Loco di San Gusmè – avrà come filo conduttore la rappresentazione delle diverse epoche che hanno caratterizzato maggiormente la storia del nostro borgo: dal Medioevo all’età rurale, dai giorni della ritirata tedesca fino al periodo d’oro degli anni di Silvio Gigli, che ha dato inizio a questa festa nel 1972 riscoprendo la leggenda di Luca Cava. La manifestazione animerà ancora una volta il paese per dieci giorni e dedicherà grande attenzione alle nostre tradizioni e alle nostre eccellenze, con tante iniziative che stiamo preparando anche grazie a una nuova e importante collaborazione con Matteo Marsan, da cui sono venuti spunti interessanti in un’ottica di rinnovamento e cura dei dettagli di una manifestazione per noi tradizionale e che fa conoscere sempre di più il borgo ai visitatori”.

La Festa del Luca affonda le sue radici nel 1888, quando Giovanni Bonechi, un contadino del luogo, pose nel proprio appezzamento di terreno una statua in pietra da lui scolpita per invogliare i passanti a fare lì i loro bisogni. L’obiettivo era sia mantenere più pulito il paese, in un’epoca in cui non esistevano bagni all’interno delle abitazioni né tantomeno quelli pubblici, che disporre di “fertirriguo”. La statua raffigurava un uomo accovacciato che copriva le vergogne con il suo cappello mentre era intento a svolgere le sue quotidiane funzioni corporali. Negli anni ‘40 alcuni “sangusmeini”, stanchi di essere derisi per la statua, la tolsero e la gettarono in un lago vicino. A riscoprire la storia fu, qualche decennio più tardi, il regista televisivo e radiofonico senese Silvio Gigli, che fece indire un referendum popolare per chiedere la realizzazione di una nuova statua. Ottenuto il consenso dagli abitanti, la statua venne riprodotta su disegno del vignettista Emilio Giannelli, con un messaggio ironico: “re, imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni. Non ridete, pensate a voi stessi”. Da allora ha preso il via la Festa del Luca.










