
Contro questa prospettiva si sono mobilitate varie realtà tra cui gli editori indipendenti dell’associazione ODEI e Confesercenti, che tramite la presidente nazionale del Sindacato Librai Sil Cristina Giussani si è attivata scrivendo al Sottosegretario del Ministero dei beni Culturali dott.ssa Borletti Buitoni e al Presidente del Cepell e informando vari parlamentari.
E da alcuni giorni, sulla piattaforma on line Change.org è in corso una raccolta di firme a cui chiunque può aderire per opporsi all’intento. Tra questi, il Presidente di Confesercenti Siena Carlo Conforti: “Ridimensionare la legge Levi significa penalizzare pesantemente le piccole librerie indipendenti a vantaggio di grande distribuzione e della vendita on line, magari attuata da aziende con sede estera che eludono il fisco.– spiega – in un momento in cui la platea di lettori di libri si è ristretta di 2 milioni di unità, il calo più accentuato degli ultimi 15 anni, che ha portato alla scomparsa di oltre 100 librerie nel solo 2014. I rischi legati alla scomparsa della rete di vendita non sono da sottovalutare: senza le librerie, saranno tanti i piccoli editori e quotidiani che non riusciranno più a trovare uno sbocco sul mercato, in mano a pochi grandi gruppi. Per questo riteniamo sia necessaria una pausa di riflessione per valutare gli effetti di quanto già fatto”.
E possibile firmare la petizione on line anche attraverso il sito di Confesercenti Siena.











