«Costruire una grande banca italiana all’interno di un grande conglomerato finanziario con Unipol». Lo afferma, in un’intervista al Sole 24 Ore, Carlo Cimbri, presidente di Unipol, che, a proposito del Monte dei Paschi di Siena, sottolinea: «E’ la banca più antica, con notorietà in tutto il mondo. Per questo, non perché mi è più simpatica rispetto a Bper, sarà la capofila».
Cimbri ha deciso di parlare dopo che per tre mesi, dopo l’annuncio dell’accordo con Banca Intesa Sanpaolo, ha evitato ogni dichiarazione. «C’è stato un affollarsi d’interventi e dichiarazioni che meritano una risposta – spiega Cimbri -. E’ arrivato il momento di mettere alcuni punti fermi».
«In prima battuta svilupperemo tutte le sinergie tra banche e assicurazioni – racconta Cimbri – Nella seconda fase partirà la costruzione di una banca ancora più grande, con l’aggregazione di Mps con Bper, che diventerà il secondo gruppo bancario in Italia».
I tratti distintivi del nuovo progetto, evidenzia Cimbri, sono «una quota del mercato bancario italiano intorno al 14-15 per cento, con le presenze importanti nelle regioni più ricche, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, dal Veneto alla Toscana».
«E’ evidente che è un marchio conosciuto, più forte di Bper – dice Cimbri a proposito di Mps capofila -. La sede storica, un simbolo, è quella di Rocca Salimbeni e lì resterà perché è nostro interesse che vada così». «Non compriamo quanto rimarrà di uno spezzatino di Mps, ma una banca con tutta la sua dignità e solidità», prosegue.
Per quanto riguarda il fronte dell’occupazione, Cimbri assicura che «passerà con noi la maggior parte dei dipendenti. Nessun licenziamento ma, come sempre nei processi di aggregazione, programmi di razionalizzazione attraverso accordi sindacali su tutte le banche che ci troveremo a integrare».
Per i tempi, Cimbri sottolinea che «l’offerta di Intesa verrà chiusa a fine anno» e nel 2027 «Mps passerà al gruppo Unipol», mentre il 2028 «sarà l’anno del coinvolgimento di Bper».
«Di sicuro – continua – alla fine del percorso, la grande Mps diventerà 1,5 volte l’attuale Monte dei Paschi».
Sull’accordo con Banca Intesa, ricorda Cimbri, «oltre alla mia personale sintonia con l’ad Carlo Messina, ci unisce una comunanza di valori», tra cui «la visione di lavorare per l’interesse del nostro Paese».












