Si è tenuta oggi a Monteroni d’Arbia, la cerimonia militare e religiosa di commemorazione del 43° anniversario dell’uccisione dei carabinieri Giuseppe Savastano ed Euro Tarsilli.
L’anniversario dell’uccisione dei due carabinieri ha visto la partecipazione di autorità civili e militari tra cui il Prefetto di Siena, il Sindaco di Monteroni d’Arbia, i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine e delle Forze Armate della provincia ed il Comandante provinciale Carabinieri di Siena.
Erano presenti anche i familiari dei due carabinieri che rimasero uccisi, Tarsilli e Savastano, ai quali i ragazzi della scuola media “R. Fucini” di Monteroni d’Arbia, anch’essi presenti, hanno fatto dono durante la commemorazione di alcuni loro lavori realizzati in classe a seguito dell’incontro tenutosi con l’Amministrazione comunale di Monteroni d’Arbia e l’Arma dei Carabinieri la scorsa settimana proprio presso la scuola.
“In occasione della nostra visita consueta presso l’Istituto comprensivo “R. Fucini” insieme all’Arma dei Carabinieri – ha riferito il sindaco di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni – abbiamo trovato ragazzi interessati mentre provavamo a spiegare loro ciò che era successo quel giorno del gennaio 1982, quasi increduli, sbalorditi che tanta atrocità potesse manifestarsi nel nostro paese, ancora oggi, per fortuna, un porto sicuro per la maggior parte di loro. Uno sconcerto legato sicuramente agli anni trascorsi, alle abitudini ormai cambiate”.
Una giornata all’insegna della memoria, quest’anno come ogni anno da quel lontano gennaio del 1982, che allo stesso tempo ha ricordato a tutti quanto siano ancora attuali i temi affrontati, quali libertà, democrazia e, purtroppo, terrorismo.

“Monteroni d’Arbia – ha affermato il xindaco Berni in occasione dell’anniversario – non dimenticherà mai il sacrificio dei carabinieri Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano e il ferimento del Maresciallo Augusto Barna, colpiti mentre svolgevano un servizio per tutelare la nostra comunità. Il ricordo di quel tragico evento lo sentiamo come un dovere necessario, che rinnoviamo ogni anno con grande forza, come istituzioni e come cittadini, per rendere onore a Euro ed a Giuseppe nel nome dei valori civili in cui credevano loro e in cui crediamo fortemente anche noi: la libertà e la democrazia.
La libertà di cui godiamo, la democrazia che è stata costruita, l’uguaglianza e la giustizia che dovremmo continuamente ricercare – ha ribadito ancora il sindaco Berni – sono figlie di una storia dolorosa e di generazioni che le hanno conquistate con sofferenza, sacrificio e impegno. Quella di Euro e Giuseppe è stata e resterà per sempre una lezione di coraggio. Intorno alla loro memoria ci stringiamo oggi commossi per ribadire con determinazione: Monteroni non dimentica, mai più violenza. Il passato deve aiutarci a comprendere bene i valori fondanti delle nostre comunità, affinché possiamo, a nostra volta, portare e trasmetterne con cura il testimone.”

Sono trascorsi 43 anni da quel 21 gennaio 1982, quando a Monteroni d’Arbia i carabinieri Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano furono proditoriamente uccisi da un commando di terroristi di Prima Linea. Era l’ultima coda di quel drammatico periodo passato alla storia come “gli anni di piombo”.
Proprio quella mattina, una cellula eversiva aveva compiuto una rapina in una filiale della Banca Monte dei Paschi alla periferia di Siena. Il comandante della Stazione Carabinieri di Murlo, Maresciallo Augusto Barna ed i due giovanissimi carabinieri della Stazione di Monteroni, informati via radio dell’evento dalla centrale operativa, sulla base dell’intuizione che i malviventi avessero potuto darsi alla fuga a bordo della corriera che effettuava servizio di linea nella tratta fra Siena e Montalcino, la andarono a fermare.
Il Maresciallo Barna salì sul pullman a bordo del quale vi erano circa 30 viaggiatori, mentre Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano, giovani carabinieri di leva, gli davano copertura posizionandosi ai lati del mezzo. Il sottufficiale individuò due persone sospette, quelle giuste, un uomo e una donna, e li invitò a scendere dalla corriera per il controllo dei documenti e la verifica di eventuali precedenti penali. Mentre i due scendevano dal mezzo, controllati dal Maresciallo Barna, un terzo uomo si accodava al gruppo.
All’improvviso questi estrasse una pistola che occultava dietro la schiena ed esplose una serie di colpi all’indirizzo dei militari che, immediatamente caddero, colpiti a morte. I due giovani martiri avevano forse indugiato nello sparare per il timore di colpire i passeggeri del mezzo pubblico. Il Maresciallo Barna, invece, rispose al fuoco uccidendo un terrorista e ferendone un altro ma, a sua volta colpito, riuscì a trovare riparo in un caseggiato vicino.
Il malvivente ucciso, trovato in possesso di 2 carte d’identità false, verrà successivamente identificato in Lucio Di Giacomo – nome di battaglia “Olmo” – appartenente all’organizzazione comunista combattente “Prima Linea”. La donna fatta scendere dal pullman, dopo la sparatoria alla quale presumibilmente anche lei aveva preso parte, risalì sull’autocorriera invitando alla calma i passeggeri, con le seguenti parole: “State fermi e non vi facciamo nulla. Siamo di Prima Linea”.
Successivamente, invitò un’altra giovane donna, rimasta sull’automezzo, a prendere la borsa con i soldi della rapina e a scendere. Il commando si ricompose all’esterno e si allontanò in direzione di Buonconvento, a bordo di un automezzo abbandonato sulla strada dal proprietario, terrorizzato per quanto accaduto.
I terroristi troveranno asilo dapprima in una casa disabitata di Civitella Paganico, località Monte Verdi, e da lì, accompagnati da un ostaggio, cercheranno di arrivare a Grosseto. Ad Arlena di Castro (VT), due Carabinieri della vicina stazione di Piansano, avendoli intercettati, intimarono loro l’alt e ingaggiarono un conflitto a fuoco.
I sei scapparono per i campi, lasciando un po’ di armi, la refurtiva e l’ostaggio che confermava il ferimento della terrorista al fianco e a una spalla. Verranno, in seguito, catturati.
L’uomo fatto scendere dal sottufficiale dalla corriera per gli accertamenti veniva riconosciuto nel terrorista di “Prima Linea” latitante, Daniele Sacco Lanzoni, mentre le due donne del Commando verranno successivamente identificate nelle terroriste latitanti Susanna Ronconi e Sonia Benedetti.
Ai due giovani militari caduti fu conferita la Croce al Valor Militare alla Memoria, mentre al Maresciallo Barna fu conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
“Quei giovani carabinieri che svolgevano il servizio di leva nell’Arma – spiega il Comando provinciale dei Carabinieri di Siena sull’anniversario dell’uccisione dei carabinieri Giuseppe Savastano ed Euro Tarsilli avvenuta a Monteroni d’Arbia – non erano poi così diversi da tanti loro coetanei di ieri e di oggi. Ad animarli, le stesse emozioni, lo stesso entusiasmo e le stesse paure che, in quegli anni difficili, tormentavano l’intera nazione. Nonostante ciò, consapevoli del difficile contesto sociale in cui avrebbero dovuto operare, avevano deciso di svolgere il proprio servizio militare nell’Arma dei Carabinieri dimostrando, più di altri, coraggio, senso del dovere e attaccamento alla Patria”.











