
Gas ed energia sono ovviamente fondamentali per il ciclo produttivo delle vetrerie e gli aumenti sulle bollette, avvenuti durante l’anno, hanno determinato conseguenze disastrose per i costi aziendali: tra i mesi di gennaio e ottobre 2021 il gas metano è quadruplicato e l’energia elettrica triplicata e si stima che tali costi non avranno riduzioni almeno per tutto il primo semestre 2022.
Nei giorni scorsi, le aziende del comparto hanno denunciato come tali aumenti le abbiano messa a dura prova, alimentando «il rischio serio di chiusure» e quindi licenziamenti. «A Colle di Val d’Elsa – afferma l’onorevole Cenni – ho incontrato, assieme al segretario del Pd colligiano Daniele Boschi ed altri dirigenti, alcune tra le principali imprese del settore, raccogliendo la loro legittima preoccupazione».
«In Toscana – aggiunge Cenni – e in particolare nelle province di Firenze, Siena, Arezzo e nel comune di Empoli, il settore del vetro artistico d’arredo conta moltissime imprese e circa 700 lavoratori, cui se ne aggiungono altrettanti se consideriamo l’indotto. Queste aziende rappresentano un patrimonio storico, artigianale, artistico e culturale per l’intero Paese: l’arte manifatturiera della lavorazione del vetro per l’arredo, infatti, coniugando la tecnica manuale alla produzione industriale è, a tutti gli effetti, un punto di riferimento del mercato mondiale. È necessario che il Governo assuma iniziative concrete per scongiurare il fermo produttivo e salvaguardare l’intero comparto».











