
Per il presidente di Confesercenti Siena “l’ambito turistico può essere un importante banco di prova, e anche di sperimentazione: questi mesi ci hanno confermato quanto Siena sia ancora apprezzata, soprattutto in Italia e in Europa. Ci sono almeno due aspetti su cui questo credito immateriale può essere ampliato. Il primo è la stagionalità, perché l’estate non è l’inverno e per estendere i flussi possiamo potenziare l’offerta di eventi, come il Siena Awards di questi giorni suggerisce. L’altro è la spesa media del visitatore sul territorio, che può crescere estendendo la permanenza e qualificando l’offerta: più benessere, più cultura, così da attrarre target che hanno maggiori capacità di spesa. E più accessibilità, dato che un altro segmento crescente è quello di chi va oltre le disabilità. Per far questo si può agire in ordine sparso, o cercando di mettere più in rete competenze e iniziative. Non mancano i territori che possono offrirci esempi in tal senso, come il Trentino, ma anche intorno a Siena sono già corso varie prove di collaborazione territoriale: anche il capoluogo può trarne beneficio nel suo cambio obbligato di pelle. Consideriamo anche le risorse importanti in arrivo con il Pnrr, che chiederanno però di essere all’altezza sia prima che durante”.
Guardando avanti, per Leonardo Nannizzi “dove possibile sarà utile sviluppare contatti e relazioni, non tanto per lamentarsi del cambio di pelle, quanto per farlo più bello o redditizio. A lungo la vocazione lavorativa di Siena è stata tipicamente assorbita da 2-3 settori: una nuova mentalità va coltivata, opportunità c’è ne sono ancora molte in questo territorio, dobbiamo essere bravi e motivati nel coglierle, e uscire dai luoghi comuni che il mondo associa alla nostra città. Il passato ce lo hanno costruito i nostri avi, adesso è il momento di unire le forze capacità ed eccellenze per andare oltre e costruire il futuro, piuttosto che ancorarsi al tempo che fu”.











