
“E’ necessario attivarsi velocemente – spiega Scaramelli – affinché siano messe in atto tutte le azioni necessarie per risolvere in via definitiva questo problema che attanaglia i commercianti, salvaguardando l’equilibrio tra commercianti al dettaglio e fornitori. Un tema non solo regionale, ma nazionale. Serve rivedere gli accordi commerciali alla luce delle conseguenze del Covid-19”.
In Toscana sono tanti i commercianti che rischiamo di subire il protesto dei titoli di credito consegnati ai fornitori in cambio della merce che è rimasta invenduta nei due mesi di chiusura forzata dei negozi “questo provocherebbe evidenti ripercussioni sul mercato del credito – spiega Scaramelli – in quanto i soggetti protestati, essendo iscritti alle varie centrali rischi, non possono accedere al credito bancario e neppure ai finanziamenti agevolati attraverso le garanzie messe a disposizione dello Stato”. Un problema che per Scaramelli può trovare soluzione nel “blocco delle iscrizioni di eventuali titoli di credito non pagati nel periodo marzo-ottobre 2020 per i commercianti, con scadenza nominale dal 9 marzo 2020 al 31 ottobre 2020, nel registro dei protesti”.











