
E’ la fotografia dell’attività della Finanziaria Senese di Sviluppo durante il 2018 appena concluso. “Sono dati in linea con le potenzialità di Fises – dice il presidente Massimo Terrosi – che dimostrano come tantissime aziende si rivolgano alla nostra finanziaria con motivazioni diverse, che vanno dall’investimento all’avvio di impresa, come accade soprattutto nel contesto dei plafond per l’imprenditoria giovanile e femminile, ma non solo. Sono numeri che dimostrano anche la capillarità delle risposte che la Finanziaria è capace di dare, nei diversi settori, in tempi velocissimi”.
Scendendo nel dettaglio, 57 sono le pratiche approvate nel contesto dell’attività ordinaria per un importo di 8.427.000 euro. Di queste ben 9 sono state destinate a nuove attività per un totale di 1.072.000. Ed ancora, nel contesto del plafonds Imprenditoria Giovanile e Femminile, sono state effettuate ben 39 pratiche per un valore di 2.205.000, di queste addirittura 36 sono destinate a nuove attività per 2.040.000. “Si conferma la capacità di Fises – osserva Terrosi – di guardare ai giovani e alle nuove imprese che nascono sul territorio, azione che svolgiamo su tutti i plafond che gestiamo, ma in particolare sul plafond destinato a giovani e imprenditoria femminile”. Andando avanti, nel contesto del plafond Liquidità sono 101 le pratiche deliberate per un importo totale di 3.660.000 euro, anche in questo contesto ci sono interventi a favore di nuove attività, complessivamente 10, per un valore di 420.000 euro.
Gli interventi per finanziamento per investimenti complessivamente sono stati 7 per un valore di 1.275.000, mentre gli interventi di finanza straordinaria sono stati 44 per un valore di 6.245.000.
Come sempre, Fises investe su tutti i territori della provincia di Siena. Guardando le percentuali, nel 2018 l’area urbana di Siena è quella dove si è avuta la maggior parte degli investimenti, ovvero 7.045.000 di euro, il 49,29% del totale, segue l’Alta Val d’Elsa con 2.145.000 euro, il 15,01% del totale. E poi, la Val di Chiana con 1.682.000 euro, l’11,77% del totale, la Val d’Arbia con 1.435.000, il 10,04% del totale, la Val di Merse con 800.000 euro, il 5,60% del totale, l’Amiata Val d’Orcia con 675.000 euro, il 4,72%, e il Chianti con 510.000 euro, il 3,57% del totale.
Sulla base delle richieste che arrivano, l’86.33% degli importi deliberati da Fises è destinato a settori come artigianato, commercio, turismo e industria, ovvero ben 12.333.000 euro. Più basse le quote per agricoltura (6,74% del totale, 963.000 euro) e servizi (990.000, 6,93% del totale).











