
Il progetto si articola in tre step: censimento e recupero degli oliveti abbandonati; incoraggiamento dell’occupazione delle categorie svantaggiate (giovanile, femminile) nell’agricoltura sociale; creazione di una rete sociale per la sostenibilità della produzione, promozione e commercializzazione dei nuovi prodotti. “L’idea di progetto nasce dall’esigenza di censire i nostri oliveti con caratteristiche storiche e paesaggistiche uniche, puntando su quelli ad alta potenzialità produttiva – spiega il sindaco Fabiola Parenti – Ii patrimonio olivicolo individuato costituirà la base per la strutturazione di un programma di agricoltura sociale volto alla individuazione delle categorie sociali “svantaggiate” da coinvolgere in una attività di formazione e assistenza tecnica che si concluderà con la creazione della rete sociale di nuovi giovani imprenditori ed imprenditrici”. I giovani imprenditori saranno coinvolti nel ricupero degli oliveti abbandonati e nella costruzione di un modello organizzativo innovativo ed economicamente sostenibile per la gestione efficiente del patrimonio olivicolo con il coinvolgimento delle cooperative e aziende locali, e dell’aumento della produzione di olio extra vergine d’oliva I.G.P. Toscano, per salvaguardare, recuperare e incrementare la ricchezza ed attrattività del paesaggio rurale. Obiettivo finale, in definitiva, è contrastare la crescente tendenza dell’abbandono degli oliveti e sostenere, l’occupazione delle categorie sociali svantaggiate in un settore di crescita proponendo un modello di azione regionale e nazionale. Il fenomeno degli oliveti abbandonati in Toscana – secondo Coldiretti – interessa 4 milioni di olivi.











