E’ la Federconsumatori di Siena a lanciare l’allarme e a spiegare la questione: “La Corte Costituzionale ha dichiarato nel 2009 non applicabile una tassa su di una tassa, aprendo la strada alle richieste di rimborso. A questa sentenza hanno fatto seguito numerosissime sentenze della Corte di Cassazione che si è pronunciata in senso favorevole al rimborso dell’iva indebitamente pagata. Ricordiamo la battaglia che fu fatta soprattutto da questa associazione e le numerose cause collettive nei Tribunali di tutta Italia”.
“Anche noi a Siena – prosegue la Federconsumatori – siamo in secondo grado con un gruppo di associati assistiti dai nostri legali. Si deve però precisare che le sentenze della Cassazione non fanno legge: ogni sentenza a favore vale solo per i ricorrenti in quel procedimento. Il beneficio di un’eventuale vittoria rimarrà circoscritto a chi ha vinto il proprio processo in tutti e tre i gradi di giudizio”.
“Non basta dunque presentare una nuova richiesta di rimborso, – conclude l’associazione – come sembra apparire da alcune notizie di stampa. D’altro canto nella maggior parte dei casi intraprendere una causa risulterebbe antieconomico, considerando oltretutto che alcuni “anni” di pagamento indebito (si evidenzia: della sola iva sulla Tia, non dell’intero tributo), sono da considerarsi prescritti in mancanza di una precedente richiesta di restituzione”.











