
In gara saranno coinvolte due coppie di atleti e una eventuale riserva, ciascuna delle quali dovrà percorrere circa 300 metri nel centro storico, trasportando il bigonzo con un barellino. Ecco l’elenco delle contrade con i relativi sfidanti. Contignano: Francesco Taormina, Antonino Taormina, Michele Taormina, Alessandro De Luca, Jacopo Faedda (riserva); Castelmorro: Libero Silvestri, Francesco Caporali, Andrea Martire, Andrea Mangiavacchi; Bonmigliaccio: Stefano Taccone, Lorenzo Peruzzi, Massimiliano Calussi, Gioele Benigni; Castello: Ivo Contorni, Cristian Simi, Lorenzo Rappuoli, Stefano Magi; Borgo Maggiore: Ygor Del Grasso, Gregorio Zaccari, Simone Taliani, Luca Scapigliati, Filippo Goracci (riserva). La sfida con l’arco, prevista prima della gara, decreterà l’ordine di partenza delle contrade. In questo caso, da battere è Borgo Maggiore, sempre prima da quattro anni, grazie ad Alvise Papini e Michele Perugini (confermati). Contignano schiera Jury Guerri e Samuele Nutarelli; Bonmigliaccio, Andrea Rossi e Cristina Meloni; Castello, Tiziano Massaini e Giulio Lucchesi; Castelmorro, Maurizio Aggravi e Andrea Carta.
Il Palio del bigonzo, arrivato all’undicesima edizione, recupera il culto della Madonna delle vigne, festeggiata l’8 settembre. Come per le contrade, dunque, anche la festa esprime radici antiche, legate al vino. Va ad Alfredo Rossi e al centro Auser il merito di averle riscoperte, pensando a un evento che poi è stato ideato da tre appassionati di storia locale: Renato Magi, Giovanni Fatini e Fausto Cecconi, su incarico del Comune. Poi c’è stata la passione dei cittadini a fare il resto, con tanti giovani protagonisti. Tra questi, l’attuale sindaco Francesco Fabbrizzi e il consigliere comunale Giacomo Meloni, animatore del gruppo. Quanto al legame con il vino, nessuna sorpresa: a Radicofani, sino agli anni Cinquanta, qui se ne producevano tremila ettolitri. Lo statuto del 1441 ci dice che i quattro borghi, a un certo punto dell’estate, pagavano delle guardie campestri che si trasferivano nella valle delle vigne a monitorare i grappoli che si sarebbero raccolti. Proprio in questa valle i Radicofanesi vollero la costruzione di un piccolo santuario dedicato alla Madonna delle vigne, a protezione del loro tesoro. Un legame che riemerge grazie a un corsa particolare, effettuata trasportando il contenitore dell’uva usato durante la vendemmia. L’avvincente competizione sarà visibile per intero sul maxi schermo che sarà posizionato in piazza San Pietro, punto di arrivo.
Informazioni: www.radicofanivaldorcia.it.











