
“Le nostre organizzazioni hanno apprezzato da subito lo spirito della riforma promossa del Governo, condividendo l’intento di alleggerire i costi della macchina amministrativa – afferma Conforti – ma questo non deve sacrificare ciò che di positivo è in essere nell’articolazione territoriale. Come abbiamo espresso a livello nazionale nel corso di un incontro con lo stesso Ministro, è importante salvaguardare l’autonomia delle singole Camere per la scelta degli ambiti su cui intervenire per promuovere l’economia locale. Ci appare anche fondato il rischio che la proposta riduzione a 60 Camere dalle attuali 105 possa ingenerare effettivi negativi nell’erogazione di servizi alle imprese. La Camera di commercio non serve come mero soggetto anagrafico-certificatore, quanto piuttosto come strumento di sviluppo locale attraverso l’accesso la credito, la creazione di reti, l’internazionalizzazione e l’incremento della formazione imprenditoriale. A Siena come altrove ci sono importanti professionalità da poter valorizzare in questo senso e non vorremmo che tale patrimonio si disperda. E’ questo ciò che ci aspettiamo dagli attesi Decreti attuativi”.











