
“Quello dell’alternanza scuola lavoro – ha detto Dallai – è un tema cruciale per i prossimi anni. La recente riforma scolastica ha tra i suoi obiettivi, anche quello di aiutare lo studente a costruire un curriculum fondato su questo rapporto, a cui dovrebbe seguire un vero e proprio contratto di apprendistato dentro l’azienda in cui si svolge il progetto di alternanza, cercando così di stabilizzare il percorso verso una forma di occupazione vera e propria. Questo tenendo conto del contesto e delle specificità territoriali. Siena, nel dialogo tra scuola, università e mondo del lavoro, si sta candidando ad essere una realtà sempre più avanzata, soprattutto sul fronte dell’orientamento”.
“L’edificio, cioè il contenitore, deve pensare al contenuto che accoglie. Oggi le nostre scuole sono le stesse in cui hanno studiato i nostri nonni, con la stessa impostazione: corridoio centrale, aule laterali. Spazi delimitati in cui viene privilegiata la lezione frontale, perché la pedagogia tradizionale vede lo studente come elemento passivo. Noi vogliamo scuole innovative, che servono per dare le risposte ad un nuovo modello pedagogico-culturale che deve favorire la multidisciplinarietà, il raggiungimento delle competenze, lo scambio di esperienze. Cambiare gli spazi significa anche lottare contro la dispersione scolastica. Per questo noi parliamo di architettura per l’ apprendimento innovativo”.











