Gli uomini della Benemerita, nella tarda serata di venerdì, nella periferia di Chiusdino, hanno individuato una vettura con a bordo tre individui sospetti. La pattuglia dell’Arma, dopo aver incrociato la vettura per una delle tortuose strade che conducono alla cittadina di Chiusdino, ha invertito il senso di marcia ed ha cercato di raggiungere l’auto ma, ai malviventi, poche decine di secondi sono bastati per guadagnare strada e far perdere le proprie tracce.
I carabinieri non si sono dati per vinti e, dopo aver individuato la vettura parcheggiata nel centro abitato, hanno predisposto dei servizi di osservazione per individuare in quale abitazione del centro i sospettati si fossero rintanati. Dopo molte ore, attorno alle 15:30 di sabato 5 dicembre, due dei tre individui visti a bordo della vettura sospetta la sera precedente, sono usciti da un vicolo del centro e si sono diretti verso il veicolo. Poco prima di salire sul mezzo però, uno dei due si è accorto della presenza dei militari dell’Arma in borghese ed è scappato, in maniera rocambolesca, a piedi per le vie del centro, mentre l’altro è salito a bordo del mezzo ed ha cercato di guadagnare la fuga.
I militari dell’Arma hanno subito intimato l’alt ed hanno sbarrato la strada al veicolo che ha cercato di fare inversione perdendo il controllo ed andando ad urtare contro un muro. Mentre i carabinieri cercavano di aprire la portiera della macchina per tirare fuori l’autista, questi è riuscito ad effettuare la manovra d’inversione, proseguento la marcia per alcune centinaia di metri, per poi abbandonare la vettura, ormai inservibile a causa dell’urto, e darsi alla fuga nelle vicine campagne.
I controlli eseguiti sul veicolo hanno permesso di recuperare attrezzi idonei allo scasso, alcuni passamontagna e guanti in lattice. Immediatamente sono scattate le ricerche con l’impiego di quattro vetture di rinforzo, mentre i militari della locale stazione hanno iniziato a passare al setaccio le abitazioni del centro per individuare il terzo uomo visto la sera prima.
Dopo alcune ore, nonostante la mancanza di collaborazione da parte delle famiglie albanesi del luogo, i carabinieri sono riusciti ad individuare il covo del gruppo trovandovi all’interno il terzo uomo, S.K. di 26 anni, da 10 anni residente in Italia. L’uomo ha inizialmente negato di conoscere i due connazionali fuggiti ma, quando è stato messo davanti ai fatti, ha ammesso di averli ospitati presso la propria abitazione ma di non conoscerne i nominativi e di non avere qualsiasi informazione utile ad individuarli o ad identificarli. Per tale motivo l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di favoreggiamento in relazione all’episodio di resistenza a pubblico ufficiale messo in atto dai suoi due connazionali che si erano dati alla fuga per sottrarsi al controllo di polizia.
Dopo questo primo arresto, i militari hanno quindi dispiegato un dispositivo di ricerca nelle campagne, che ha visto impegnate numerose pattuglie della compagnia di Poggibonsi. Le ricerche si sono protratte per più di 24 ore mediante auto civetta e vetture in colori istituzionali. E proprio una di queste pattuglie, ieri sera attorno alle 20, ha individuato un soggetto, compatibile per fattezze ed abbigliamento ad uno dei ricercati, che si aggirava per alcune strade secondarie di campagna in località Pian di Feccia. Immediatamente raggiunto dai militari dell’Arma, l’uomo V.A., 29enne irregolare sul territorio italiano e colpito da provvedimento di espulsione, ha cercato nuovamente di sottarsi cercando la fuga nei boschi, ma è stato immediatamente fermato e tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Trattenuto presso le camere si sicurezza l’uomo sarà sottoposto nella mattinata odierna al giudizio direttissimo per poi essere accompagnato alla frontiera per l’espulsione pendente ormai da alcuni anni.
Sul conto del secondo fuggitivo, allo stato ancora ignoto, visto che nessuno degli arrestati ha voluto fornire generalità del connazionale, sono in atto ricerche in ambito provinciale e non si esclude che nei prossimi giorni si riesca ad individuarlo ed arrestarlo.
Dai primi elementi in mano agli inquirenti, il gruppo di albanesi pare si fosse spostato nella tranquilla Chiusdino, proveniente dal nord Italia, sfruttando l’appoggio del connazionale residente in paese, ed avesse in mente di utilizzare tale abitazione come base per portare a segno dei colpi nei centri abitati limitrofi. L’operazione dei carabinieri ha, almeno per il momento, permesso di scongiurare la commissione di furti e rapine che, specie in questo periodo dell’anno, vede il fenomeno aumentare in tutto il territorio nazionale in maniera esponenziale.











