
“La gestione degli ungulati – continua Pescini – è una questione di rilevanza faunistica e venatoria, ma anche ambientale ed economica. Nel Chianti, la presenza massiccia di questi animali sta danneggiando pesantemente le produzioni di eccellenza legate da secoli a questa terra, con ricadute su tutto il settore e su chi ci lavora. A questo si uniscono danni anche al settore turistico, con il proliferare di recinzioni che deturpano il nostro paesaggio. E’ giunto il momento di affrontare in maniera concreta questo tema, dando risposte ai produttori e applicando le norme che già ci sono”.
“Nelle ultime settimane – aggiunge Pescini – abbiamo intensificato i contatti con la Prefettura, condividendo l’urgenza di mettere in campo provvedimenti che consentano di trovare al più presto un equilibrio fra l’attività rurale, fonte principale dell’economia locale, e quella venatoria, che negli anni è stata una risorsa sotto il profilo ambientale, svolgendo un ruolo di vera e propria ‘sentinella’ di tutta la nostra area rurale. Questo ruolo, forse, oggi va rivisto. La caccia non può e non deve essere considerata un problema per il nostro territorio e vogliamo trovare una soluzione condivisa, in grado di garantire la convivenza fra sviluppo agricolo ed economico, mantenimento turistico-ambientale e un’attività venatoria sostenibile. La Regione Toscana – conclude il sindaco di Gaiole in Chianti – sta preparando una nuova legge obiettivo in risposta a questa emergenza. Un impegno da apprezzare e sostenere, ma nel frattempo auspico l’applicazione di norme che già esistono e che devono essere rispettate, passando dalle parole ai fatti e preservando l’equilibrio fra uomo e natura, una delle eccellenze del Chianti, senza gravare sulla sua economia e sulla produttività agricola e vitivinicola delle nostre aziende”.











