
“Inseguivo questo sogno da sedici anni – spiega l’assessore alla cultura del Comune di San Quirico d’Orcia Ugo Sani che a suo tempo si rivolse alla Soprintendenza di Siena per richiedere il decreto di notifica dell’opera che lui definisce “il ritorno di Abramo”. Quello che siamo riusciti a fare – sottolinea Sani – fa onore alla sensibilità dei cittadini e dei tanti amici di San Quirico che hanno fortemente voluto raggiungere questo obiettivo. Era importante riportare a casa una delle opere d’arte più antiche del nostro paese e l’esserci riusciti in tempi così difficili crediamo sia il miglior segnale di coesione e senso di appartenenza della nostra comunità”.
L’opera d’arte, che inizialmente doveva essere collocata nella pieve romanica, oggi chiesa Collegiata, probabilmente parte dell’altare o di un pulpito, è attribuita a un ignoto maestro lombardo e richiama molto da vicino, stilisticamente, l’Adorazione dei Magi della Pieve di Corsignano di Pienza. Alla fine del ‘700 fu dalla Chiesa donata alla famiglia Chigi che la sistemò all’interno del Palazzo, dove oggi sarà ricollocata. Il bassorilievo, la cui presenza era attestata in Palazzo Chigi ancora nel 1928, fu poi venduta dalla famiglia Chigi ed è passata da una casa d’aste all’altra in seguito ad aggiudicazioni e passaggi di proprietà di cui si è cercato di ricostruire almeno parzialmente le vicende. Quello che è certo è che l’opera fu notificata dalla Soprintendenza sedici anni fa. Questo ha consentito finalmente al Comune, appena se ne è presentata l’occasione e in accordo con il Ministero dei Beni Culturali, di esercitare il diritto di prelazione e di restituire l’opera ai cittadini di San Quirico. La presentazione ufficiale dell’opera, con la sua collocazione in Palazzo Chigi, è prevista per sabato 11 aprile. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale di San Quirico dovrà essere una bella festa popolare, con la partecipazione di tutti.











