
“Nel recente strumento urbanistico – prosegue Masi -, le nuove destinazioni commerciali non sono giustificate né dall’andamento insediativo dei residenti, che semmai tendono a stagnare o a diminuire (53.922 abitanti al 31.12.2019), né dai flussi turistici (prima del Covid, 524.204 arrivi e presenze pari a 1.103.788); e neppure dalla localizzazione delle nuove residenze. Oltretutto, gli effetti destabilizzanti di queste previsioni sono comunali e sovracomunali, non tengono conto delle carenze infrastrutturali e delle difficoltà di accesso alla città e la loro attuazione viene regolata per la gran parte con interventi diretti, invece che con lo strumento partecipativo del piano attuativo.
Se non si governa l’equilibrio tra grande e piccola distribuzione e si orienta nel consumo alla qualità e alla tipicità, si rischia la sparizione dei servizi di vicinato nei quartieri e, soprattutto, nel centro storico, abbandonati al “libero mercato” degli affitti, dei conti che non tornano e della concorrenza esasperata, cui si aggiunge la competizione degli acquisti online, che nel Covid segnano anche a Siena la chiusura dell’esperienza del franchising.
Non bastano le agevolazioni sulla Tari e per il suolo pubblico, oppure i regolamenti per contrastare il proliferare di esercizi destinati ad un turismo mordi e fuggi, se poi si apre indiscriminatamente ad una grande distribuzione. Così, si rischia un’offerta insostenibile rispetto alla domanda interna.
Occorre allora accompagnare l’insediamento e la crescita di nuove attività produttive nell’ambito della manifattura e hitech, per aumentare il reddito, la domanda ed i consumi.
Bisogna inoltre rinnovare una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, soprattutto in questa crisi Covid, per dire che acquistare e consumare a Siena significa aiutare la nostra città a non perdere una parte della propria vitalità e vivibilità. Residenti più convinti dei prodotti locali aiuteranno maggiormente la promozione e la vendita anche ai turisti, valorizzando la storia della qualità e del carattere dei nostri prodotti sulle lastre.
Il sostegno e la protezione dei piccoli esercizi passa anche da una maggiore attenzione della pianificazione alla dotazione puntuale di standard e servizi, che vuol dire “difesa” della residenzialità e dell’accoglienza, il senso di ogni politica urbanistica senese.
Ma sul punto questa Amministrazione non ci sente.”











