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MONTERONI D'ARBIA

Monteroni d’Arbia: ricordato il sacrificio dei Carabinieri Tarsilli e Savastano uccisi da Prima Linea nel 1982 – FOTO

21 Gennaio 20207 Mins Read
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presso il Monumento commemorativo del triste evento, nel 38° anniversario dell’eccidio, si è tenuta una cerimonia dedicata al ricordo del sacrificio dei giovanissimi carabinieri ausiliari, Giuseppe Savastano e Euro Tarsilli, caduti per mano di un commando dell’organizzazione comunista combattente “Prima Linea” il 21 gennaio 1982.

carabinieri-savastano-tersilli2020_1Alla cerimonia erano presenti le autorità civili e militari della provincia di Siena, con in testa il Prefetto Armando Gradone e il comandante provinciale dei Carabinieri, Colonnello Stefano Di Pace.


Questo il discorso del comandante provinciale dei Carabinieri, Colonnello Stefano Di Pace, tenuto nel corso della cerimonia:

“Signor Sindaco e cittadini di Monteroni d’Arbia, Autorità tutte, rappresentanti delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e d’Arma,

un grazie sentito a tutti Voi per essere intervenuti a questa semplice cerimonia, insieme a questi meravigliosi ragazzi, che ogni anno, non mancano di esprimere, in maniera sincera, la loro vicinanza e l’affetto ai famigliari di Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano – che saluto con gli stessi sentimenti – e a tutti i Carabinieri della Stazione di Monteroni d’Arbia e della provincia di Siena.

Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano sono ormai parte integrante della storia di questa splendida comunità e l’area in cui ci troviamo, insieme alle tante iniziative che l’Amministrazione comunale locale ha inteso loro dedicare, ne costituisce la testimonianza più concreta.

Anche oggi, il calore che esprime la popolazione di Monteroni d’Arbia nella celebrazione di questa ricorrenza supera il dolore di quanto accaduto in quel lontano 21 gennaio 1982, conferendo a questa cerimonia un significato non limitato al solo momento della commemorazione.

Il comportamento luminoso dei Carabinieri che oggi ricordiamo, indica a tutti noi la via del dovere, stimolandoci ad operare, in ogni ambito della società, nella famiglia, a scuola e nel mondo del lavoro  con la stessa abnegazione e con il medesimo senso del dovere con cui Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano avevano scelto di operare per la collettività, prestando il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, consci dei rischi a cui sarebbero stati esposti, ma consapevoli del ruolo attivo che essi avrebbero esercitato nella tutela dei diritti dei singoli e, soprattutto, dei più deboli.

Impegno, senso del dovere e spirito di sacrificio sono difatti concetti che presuppongono una scelta verso ideali che a volte ci appaiono poco comprensibili, non venendo talvolta considerati, come l’eguaglianza e il senso di libertà che noi quotidianamente viviamo. Le atrocità che furono commesse durante il periodo del terrorismo misero in discussione questi ideali, provocando in ogni cittadino la giusta reazione per riconquistarli. Riconquista che avvenne con grave tributo di sangue.

L’eccidio di Monteroni costituisce difatti uno degli episodi che, come tanti altri accaduti, testimonia il prezzo di vite umane pagato dall’Arma e da tutte le altre Forze di Polizia per contrastare e vincere i gruppi eversivi che sconvolsero l’Italia. In quel periodo caddero centinaia di appartenenti a Forze di Polizia, alcuni giovanissimi, colpevoli solo di indossare un’uniforme, di aver operato una scelta. Non erano soltanto militari di carriera. Erano semplici ragazzi come voi, che avevano voluto intraprendere una parte del loro cammino servendo in maniera assoluta la comunità e la Patria, animati da altissimo senso del dovere e da assoluta dedizione.

E in questa scelta noi dobbiamo continuare a identificarci, consapevoli di quanto essi hanno conquistato con il loro sacrificio.

La responsabilità del nostro impegno in seno alla società costituisce una posizione netta contro ogni forma di illegalità ed eversione. E’ la stessa scelta che hanno operato i Carabinieri che oggi prestano servizio nella Stazione di Monteroni e sull’intero territorio nazionale, vigilando su chi intende minacciare la vostra e la nostra libertà. E’ la stessa scelta che ogni giorno rinnovano i funzionari dello Stato, gli appartenenti alle Istituzioni, i vostri insegnanti, per farvi comprendere l’importanza di quegli ideali, attraverso la conoscenza della storia di questi uomini, il cui sacrificio consente a voi tutti – a noi tutti  di vivere nel pieno godimento dei nostri diritti.

E’ questo, cari ragazzi, il senso di questa giornata.

Una giornata che ci porta sicuramente indietro nel tempo, ma che ci stimola sulla necessità di operare le scelte più corrette nella nostra vita, a beneficio del nostro prossimo e nel supremo interesse delle comunità in cui viviamo e nelle quali noi tutti dobbiamo credere, così come ci avevano creduto Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano, le cui figure abbiamo il dovere di onorare con il nostro comportamento ed esempio.

Grazie!!”



carabinieri-savastano-tersilli2020_5La storia

Alle ore 10 circa del 21 gennaio 1982, la Centrale Operativa del Gruppo di Siena veniva informata di una rapina alla locale agenzia nr. 3 del Monte dei Paschi di Siena, ubicata in via Quintino Settano, ad opera di tre malviventi, armati di pistola, che nella circostanza avevano anche disarmato una guardia giurata posta a presidio dell’istituto di credito.

Immediatamente veniva disposta l’attuazione del piano provinciale dei posti di blocco.
Alle ore 11.30 circa, sulla SS 2 “Cassia”, in località “Fede”, il Maresciallo Capo Augusto Barna, Comandante della Stazione di Murlo, unitamente ai Carabinieri Ausiliari Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano, entrambi in servizio presso la Stazione di Monteroni d’Arbia, effettuavano un servizio perlustrativo.

I militari, informati via radio di quanto accaduto, fermavano un’autocorriera di linea “Siena-Montalcino”, procedendo al controllo dei passeggeri. Il Maresciallo Barna, armato di M/12, saliva sul mezzo sul quale si trovavano circa trenta persone, per verificare se fra i passeggeri vi fossero persone sospettabili, mentre i due Carabinieri, armati uno di MAB e l’altro della pistola Beretta Cal. 9 Mod. 34 in dotazione, venivano disposti alle due estremità dell’autobus pubblico a protezione del Sottufficiale.

Quest’ultimo si avvicinava a un giovane e a una ragazza seduti nei posti centrali, chiedendo loro i documenti di identità e la destinazione. Insospettito del loro atteggiamento, invitava i due a seguirlo per accertamenti.

Mentre il Maresciallo accompagnava i due verso l’automezzo di servizio lasciato nei pressi, un altro giovane, a bordo del mezzo, furtivamente li seguiva impugnando una pistola che teneva nascosta dietro la schiena. Appena sceso dall’autocorriera, esplodeva numerosi colpi nei confronti dei due militari e del Sottufficiale.

I due Carabinieri, da quanto risultato dai primi accertamenti, non avevano possibilità di reagire, venendo feriti mortalmente. Il Sottufficiale, invece, sebbene ferito in più parti del corpo, scaricava l’intero caricatore dell’arma che impugnava in direzione dei malviventi, attingendo mortalmente uno e ferendone un altro. Quindi, attraversava la strada cercando di ripararsi nel caseggiato di fronte, inseguito da uno dei malviventi che continuava contro di lui l’azione di fuoco.

Il malvivente ucciso, trovato in possesso di due carte d’identità false, veniva successivamente identificato per Lucio Di Giacomo – nome di battaglia “Olmo” – appartenente all’organizzazione comunista combattente Prima Linea.

La donna fatta scendere dal pullman, dopo la sparatoria alla quale presumibilmente anche lei prendeva parte, risaliva sull’autocorriera e invitava alla calma i passeggeri, dicendo testualmente “State fermi e non vi facciamo nulla. Siamo di Prima Linea”.

Successivamente, invitava un’altra giovane donna, rimasta sull’automezzo, a prendere la borsa con i soldi della rapina e a scendere. Il Commando si ricomponeva all’esterno e si allontanava in direzione di Buonconvento, a bordo di un automezzo abbandonato sulla strada dal proprietario, terrorizzato per quanto accaduto.

I terroristi si rifugeranno successivamente in una casa disabitata a Civitella Paganico, località Monte Verdi, e da lì, prendendo un ostaggio, cercheranno di arrivare a Grosseto.

Ad Arlena di Castro (VT), due Carabinieri della vicina stazione di Piansano intimano l’alt e sparano.
I terroristi scappano nei campi, lasciando un po’ di armi, la refurtiva e l’ostaggio che conferma il ferimento della terrorista al fianco e alla spalla. Ma verranno in seguito catturati.

L’uomo fatto scendere dal Sottufficiale dalla corriera per gli accertamenti veniva identificato nel terrorista di Prima Linea latitante, Daniele Sacco Lanzoni, mentre le due donne del commando venivano individuate nelle terroriste latitanti Susanna Ronconi e Sonia Benedetti.carabinieri-savastano-tersilli2020_2



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