
Lo stallo nazionale si rispecchia sulla situazione della nostra provincia, dove Ance Siena sottolinea da tempo il problema delle infrastrutture, del codice degli appalti e dei processi di valorizzazione rigenerazione urbana mai avviati.
“Siamo di fronte a un collasso del sistema, stremati, nonostante i continui annunci da parte delle istituzioni che rimangono lettera morta, e richiami sull’importanza strategica dell’edilizia per l’economia – dichiara il presidente di Ance Siena Andrea Tanzini -. Pur non riconoscendo in generale lo sciopero come strumento di proposta concreta, condividiamo i contenuti di quello proposto per oggi dai sindacati perché reale è la situazione di asfissia in cui versa il settore: pertanto ci uniamo a loro idealmente”.
“Come abbiamo detto più volte – continua Tanzini – il problema interessa tutta la comunità che si vede privata di opere fondamentali per la sicurezza, lo sviluppo del territorio oltre che di perdita di occupazione, professionalità e risorse”.
Molte sono le iniziative messe in atto da Ance Siena nel corso del tempo per monitorare la situazione di edifici e infrastrutture del territorio e sollecitando interventi anche con proposte mirate; pensiamo al Documento sulle infrastrutture strategiche della provincia redatto insieme a Confindustria Toscana Sud nel 2016 e aggiornato nel luglio scorso, che rileva lo stato di strade, ferrovie e dei principali insediamenti industriali e artigiani, mettendo in evidenza opere che rischiano di cadere nel dimenticatoio.
Numerosi i tavoli dilavoro istituiti con le principali realtà del territorio, con l’Amministrazione comunale di Siena, gli ordini e collegi professionali della provincia, per attuare uno snellimento nelle procedure burocratiche alla base delle concessioni edilizie.
I recenti timidi segnali positivi nella nostra provincia, riguardo a lavoratori iscritti in Cassa Edile di Siena o al numero delle transazioni immobiliari – prosegue Ance Siena -, sono ben poca cosa rispetto a quanto perduto durante una crisi decennale.
“C’è bisogno di un intervento decisivo da parte del Governo centrale che inneschi un processo virtuoso per lo sviluppo e la riqualificazione su tutto il territorio nazionale – afferma Tanzini – Vogliamo iniziare a parlare di opere cantierabili e non solo di progettualità. Occorre garantire che i finanziamenti messi a disposizione dalla Legge di Bilancio 2019 si concretizzino. Occorre una burocrazia e un contesto normativo snello e adeguato che escluda sovrapposizioni e conflitti capaci di bloccare la realizzazione delle opere”.











