
Invece di lasciare i cittadini soli davanti al problema, che coinvolge anche Comuni limitrofi, che si sono rivolti al Comune di Siena per mettere a punto un indirizzo unitario, l’Amministrazione Comunale ha interloquito con la Soprintendenza e si è recata presso il Ministero dei Beni Culturali per trovare la soluzione tecnica adeguata. Da questo incontro è scaturita una lettera, inviata ad inizio gennaio proprio all’Ufficio Legislativo del Mibact, finalizzata a chiedere un loro superiore parere che, se positivo, permetterebbe di definire le pratiche in sospeso.
La problematica, com’è noto alle persone coinvolte, riguarda l’autorizzazione paesaggistica, che per il Comune è stata regolarmente acquisita nella stragrande maggioranza dei casi, ma occorre condividere questa valutazione con la Soprintendenza competente per territorio, che è appunto quella di Siena, Arezzo e Grosseto, con la quale è in corso un proficuo confronto.
Per i pochi casi residuali, trattandosi in genere di modifiche edilizie di poco conto e risalenti anche a sessanta-settanta anni fa, abbiamo chiesto al Ministero dei Beni Culturali che possa esservi una autorizzazione postuma, senza sanzioni a carico degli attuali proprietari. Siamo in attesa della risposta, ma come abbiamo spiegato ci sembra impoprio parlare di “beffa” del Comune che, al contrario, si è attivato per dare una mano ai cittadini coinvolti”.











