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LAVORO e FORMAZIONE

Formazione, in Toscana trova lavoro il 65 per cento di chi frequenta un corso – VIDEO

6 Luglio 20195 Mins Read
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L’assessore regionale a Formazione, lavoro ed istruzione, Cristina Grieco, ha illustrato in conferenza stampa che si è tenuta mercoledì 3 luglio, gli esiti occupazionali dei corsi di formazione finanziati dalla Regione e più in generale l’infrastruttura formativa toscana. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il direttore dell’Iris, Massimo Bressan, e il direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvevuti.

“Abbiamo realizzato un’infrastruttura formativa che sta dando importanti risultati”, ha spiegato l’assessore Grieco. “La Regione stanzia ogni anno cospicue somme a favore della formazione professionale e dell’inserimento nel mondo del lavoro di giovani e meno giovani, sia utilizzando risorse proprie che fondi europei. Ed è, questa la risposta che la Toscana dà alla crisi che ha investito ed ancora investe molti settori della nostra economia. Il lavoro non è solo un diritto garantito dalla Costituzione ma deve essere anche il luogo in cui si esplica, positivamente, la personalità di ogni individuo. Noi riteniamo che questo valore, che caratterizza la Carta fondamentale della nostra Repubblica, debba incardinare l’azione della Toscana”.

L’assessore ha spiegato che la Regione Toscana ha lavorato moltissimo in questa legislatura per “ripensare” il sistema formativo che, sempre più, si fonda su quattro pilastri: orientamento al risultato (ossia all’occupazione dei formati); alleanze formative tra istituzioni scolastiche, università, agenzie di formazione professionale ed imprese; costruzione di “filiere formative strategiche”, ossia il sostegno di un’offerta formativa che accompagni le filiere produttive di ciascun territorio con la formazione delle figure professionali necessarie alle imprese che vi operano; forte ruolo di programmazione e controllo esercitato dalla Regione.

“I risultati stanno dimostrando che siamo sulla buona strada”, ha precisato l’assessore regionale. “Basti pensare che sia per quanto riguarda l’abbandono scolastico che il contrasto al fenomeno dei neet, cioè dei giovani che non studiano e non lavorano, in Toscana abbiamo raggiunto risultati che ci pongono ai vertici non solo in Italia ma anche in Europa”.

Le prime analisi dell’Irpet sugli esiti occupazionali dei corsi di formazione professionale finanziati nel ciclo di programmazione 2014-20 attestano risultati molto positivi. Chi frequenta un corso di formazione, infatti, sperimenta un avviamento al lavoro nel 65 per cento dei casi. Si tratta di un livello del 20 per cento circa più alto rispetto a chi si avvale centri per l’impiego senza aver partecipato ad un intervento formativo. Un risultato in netta crescita rispetto allo scorso settennato di programmazione europea.

Vediamo, nel dettaglio, dati e cifre.

Filiere formative e specializzazioni produttive
La Regione sostiene le alleanze formative orizzontali (tra istituzioni scolastiche, organismi formativi e imprese) e verticali, in un’ottica di filiera, per i settori regionali strategici: agribusiness, carta, chimica e farmaceutica, Ict, marmo, meccanica, moda, nautica e logistica, turismo e cultura.
Bressan dell’Iris ha presentato, per ciascuna filiera, una ricostruzione dell’offerta formativa regionale, da quella per i più giovani (con i corsi Iefp) all’istruzione terziaria dai migliori esiti occupazionali (con gli Its, che in Toscana hanno condotto all’occupazione, secondo l’ultimo monitoraggio nazionale di Indire, l’85 per cento dei diplomati).
Il direttore dell’Irpet, Casini Benvenuti, ha mostrato come l’offerta formativa regionale per filiere ricalchi le specializzazioni produttive di ciascun territorio.

Allearsi fa bene a tutti, le imprese che partecipano attivamente alla formazione hanno migliori risultati
Le alleanze formative tra i soggetti dell’istruzione e formazione e gli attori del sistema produttivo sono uno strumento fondamentale per curvare i percorsi alle reali esigenze della domanda di lavoro.
Le alleanze formative possono essere stabili o temporanee, a seconda che gli attori del mondo produttivo partecipino in modo formale al progetto istitutivo (come nel caso dei poli tecnico professionali e degli istituti tecnici superiori) oppure siano partner in progetti di breve periodo (come nel caso dei corsi di formazione strategica e degli Ifts).

L’analisi delle caratteristiche delle imprese partner di progetto è stata effettuata dall’Irpet in comparazione con quelle delle imprese non coinvolte in alleanze formative, in modo da evidenziarne le peculiarità.

La distribuzione per classe dimensionale d’impresa evidenzia una maggiore propensione delle imprese di maggiori dimensioni a partecipare alle alleanze formative.

L’analisi dell’andamento economico e occupazionale delle imprese coinvolte in alleanze formative evidenzia migliori performance rispetto al complesso delle imprese toscane. Le imprese partner hanno accresciuto sia addetti (più 4,6 per cento) che fatturato (più 5,1 per cento), mentre le restanti imprese toscane hanno visto una diminuzione dei livelli occupazionali (meno 2,1 per cento) e una sostanziale stabilità del fatturato (più 0,7 per cento).

Le attività formative e gli esiti occupazionali
Complessivamente sono 8mila i toscani che hanno avuto accesso ad una attività formativa. La maggioranza, 7.878 utenti, ha frequentato un percorso Its, Ifts o un corso gratuito di certificazione delle competenze o di qualifica professionale fra quelli selezionati mediante i bandi regionali ((tutti strumenti inseriti nel progetto per l’autonomia dei giovani Giovanisì). Una stretta minoranza, 491, ha scelto, utilizzando il voucher, un corso promosso dalle agenzie formative accreditate da Regione Toscana.

I percorsi di istruzione e formazione professionale
L’Irpet ha analizzato anche gli esiti dei percorsi Iefp, attestando che essi rappresentano, in Toscana, un importante strumento di contrasto agli abbandoni scolastici precoci: chi conclude positivamente un percorso Iefp prosegue infatti i propri studi nel 79 per cento dei casi. Sperimenta un avviamento al lavoro il 9 per cento dei diplomati Iefp.
Solo nel 12 per cento delle situazioni il diplomato non continua a studiare né lavora.

Gli indicatori Istat, abbandono scolastico e neet
L’andamento degli indicatori Istat conferma i grandi progressi compiuti dalla Toscana: in pochi anni, le politiche regionali per il successo scolastico e formativo hanno collocato la Toscana in una dimensione europea, con indicatori allineati agli obiettivi europei per il 2020.

Abbandono scolastico. Dal 2014 al 2018, la percentuale di giovani che abbandonano prematuramente gli studi è passata: in Toscana, dal 13,8 al 10,6 per cento; in Italia, dal 15 al 14,5 per cento; in Europa dall’11,2 al 10,6 per cento.

Neet. Dal 2014 al 2018, la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è passata: in Toscana, dal 20,1 al 16,2 per cento, in Italia, dal 26,2 al 23,4 per cento, in Europa dall’15,3 al 12,9 per cento.

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