A Radicofani sono in pieno svolgimento i solenni festeggiamenti della Settimana santa, che qui esprime suggestioni uniche, con antichi riti. Tra questi spicca la processione del Venerdì santo che, secondo uno dei più autorevoli siti turistici mondiali, Skyscanner, si trova al settimo posto tra quelle più belle d’Italia, rappresentando tra l’altro la pratica più antica dell’intera Toscana. Ogni volta richiama una grande attenzione, anche da parte delle tv nazionali. E quest’anno, potrà essere seguita in diretta streaming sul sito del Comune (www.comune.radicofani.si.it).
Il crescente successo, tuttavia, non cambia l’atteggiamento degli abitanti di Radicofani, che esprimono il proprio spirito religioso mantenendo vive vecchie tradizioni. I protagonisti di queste pratiche pie sono le confraternite, che hanno il compito di organizzare e svolgere rituali unici nel loro genere. Tutto inizia la domenica delle Palme con la messa e la benedizione dei ramoscelli d’ulivo. Ma è durante il triduo pasquale che, questo suggestivo borgo medievale, ospita uno dei migliori cortei sacri del nostro Paese.
Il pomeriggio del Venerdì santo, nella chiesa di Sant’Agata, iniziano le “tre ore di agonia di Gesù”, una pia pratica introdotta dai gesuiti, effettuata a Radicofani dal 1784. Il rito si svolge in realtà in due ore, tra meditazioni, canti corali e letture sulle sette parole che Gesù disse dalla croce. I confratelli chiedono perdono per i loro peccati di fronte a una ricostruzione del Calvario unica: è una quinta di bosso intrecciato, alta circa sette metri con sopra le tre croci e tante piccole lampadine, che dagli anni Novanta hanno sostituito, per motivi di sicurezza, più di duecento lumini ad olio.











