Il convegno “Si fa presto a dire rifiuti” ha visto infatti un’ampia partecipazione di istituzioni, aziende ed esperti del settore, per seguire le tre tavole rotonde in cui sono stati affrontati i diversi aspetti che riguardano la pianificazione, la gestione, l’assetto societario delle aziende di gestione dei rifiuti urbani, alla luce delle novità normative nel panorama italiano ed europeo e, in particolare, di quello toscano.
“È con soddisfazione che possiamo dire di avere ottenuto il risultato atteso: una intensa discussione che ha messo in evidenza i risultati ottenuti in Toscana che con la gara espletata dall’ATO Sud e l’affidamento a SEI Toscana del servizio di gestione dei rifiuti ha rappresentato un punto di partenza importante per i processi di aggregazione e per l’impostazione industriale del servizio, che da tutti i relatori sono stati indicati come punti imprescindibili per il futuro del settore. A solo un anno dall’avvio della gestione da parte di SEI Toscana, possiamo certamente ritenerci soddisfatti anche se le criticità da risolvere sono ancora molte” dichiara il presidente di SEI Toscana, Simone Viti.
Ancora molte sono le incertezze per gli operatori dei rifiuti in Toscana e nel resto d’Italia, introdotte da alcune norme di settore; ulteriori cambiamenti potrebbero esserci anche nel sistema di governance e nel settore della regolamentazione, con norme ancora al vaglio del Governo e questo certo non aiuta allo sviluppo del settore.
“Le nuove strategie che rientreranno a tutti gli effetti nel programma della Commissione europea nel 2015 rappresenteranno sicuramente un elemento di stimolo anche per le politiche nazionali – afferma il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi –. Sicuramente l’approccio verso un’economia circolare, che riguarda l’uso efficiente delle risorse e che rappresenta un pilastro della green economy potrà aiutare anche il nostro Paese a traguardare obiettivi importanti già praticati da altri Paesi in Europa primo tra tutti la Germania”.

“L’appuntamento di oggi – spiega l’assessore regionale all’ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini – dimostra che siamo pronti per fare il salto di qualità. Certo ci sono ancora criticità da superare nella nostra regione e sarebbe necessario che anche la politica nazionale ci aiutasse, ad esempio con una autorità nazionale che garantisse il sistema di regolazione e un modello tariffario certo in termini puntuali su cui registriamo invece un ritardo imperdonabile da parte del Ministero dell’ambiente. Riguardo alla possibilità di andare verso un Ato unico regionale credo che sia necessario attendere che il processo avviato con i tre Ato si porti a conclusione, in particolare per la completa autosufficienza impiantistica e il superamento delle frammentazioni. Poi ne potremo anche riparlare”.
Anche Federambiente ha sottolineato il problema dell’incertezza del quadro normativo di riferimento in continuo divenire e la necessità di superare le frammentazioni, additando l’esperienza della Toscana come esempio importante cui fare riferimento.
“Federambiente è da anni impegnata a promuovere la gestione industriale e sostenibile del ciclo dei rifiuti – dichiara il presidente della Federazione, Filippo Brandolini – indispensabile per raggiungere obiettivi importanti e ambiziosi dal punto di vista ambientale. Nel solco di quanto tracciato dalla migliore tradizione delle vecchie aziende municipalizzate, in Italia vi sono importanti esempi d’imprese come lo è anche SEI Toscana che, secondo i criteri della responsabilità sociale, pur mantenendo un forte legame e radicamento con il territorio d’origine operano secondo una prospettiva industriale, attraverso la quale perseguire congiuntamente obiettivi tra loro fortemente connessi di natura economica, sociale e ambientale. Per sviluppare e consolidare queste imprese e per dare risposte a quelle aree del paese in cui la gestione dei rifiuti è carente, Federambiente sostiene che occorre dare certezze ai gestori in termini di quadro normativo stabile e ordinato, di promozione delle aggregazioni, di regolazione, di finanziamenti dei servizi e degli investimenti”.












