
Il protocollo, quindi, non è in sovrapposizione con l’operato della Protezione Civile, che è concentrato nel sostegno a persone in quarantena, ma si rivolge a fasce di cittadinanza che in questo momento sono particolarmente deboli e non in grado di sopperire a certe normalissime attività della loro quotidianità.
“Le associazioni che, malgrado il divenire concitato della situazione, hanno entusiasticamente e in tempi brevissimi aderito alla richiesta di collaborazione del Comune” – dice Emiliano Migliorucci, assessore alle Politiche Sociali del Comune – “sono La Croce Rossa Italiana, la Fratellanza di Misericordia di Acquaviva, la Pia Arciconfraternita di Misericordia di Montepulciano e la Vigilanza Civile Ambientale di Acquaviva. A loro va il nostro ringraziamento, al quale sono certo che si unisca quello dell’intera comunità poliziana.”
A questo progetto, pur in un momento di difficoltà operativa e incertezza finanziaria, il Comune ha destinato risorse proprie creando un apposito fondo di bilancio a copertura delle spese vive di quelle associazioni che hanno dato la loro disponibilità. Il Comune svolgerà anche funzioni operative di raccordo rispondendo alle chiamate e gestendo le prenotazioni che dovranno essere fatte al numero dedicato al servizio “te lo portiamo noi” – lo 0578 712227.
Il numero è attivo dalle 9:00 alle 13:00, dal lunedì al venerdì; le richieste che saranno pervenute entro le 11:00 saranno evase possibilmente in giornata, quelle che arriveranno in orario successivo saranno evase il giorno seguente. Si sottolinea che i cittadini che potranno rivolgersi al servizio dovranno essere effettivamente in uno stato di necessità, che non è legato a fattori economici, ma ad altri riferibili, come sopra detto, alla impossibilità di uscire di casa e di avere qualcuno che possa farlo per loro.
“Ancora una volta” – così Michele Angiolini, sindaco di Montepulciano – “le nostre associazioni si rivelano preziose e necessarie per alleviare le difficoltà di molti cittadini aiutandoci in un servizio che solo apparentemente è secondario, ma che invece è fondamentale per garantire una qualità della vita accettabile a persone e famiglie colpite, seppure in modo indiretto, da questa epidemia che sta sconvolgendo la nostra quotidianità e i nostri rapporti sociali”.











