
Ma da quest’anno, accogliendo positivamente le sollecitazioni di Coldiretti, il Mipaf ha chiarito che sono esonerare dalla presentazione della dichiarazioni di giacenza i produttori vitivinicoli che hanno i registri di cantina telematici e “che avranno effettuato la chiusura telematica del registro di cantina entro l’11 settembre 2017”.
In coerenza con la battaglia per la semplificazione messa in campo nella definizione della Legge 238 /2016 sul vino Coldiretti continuerà a sollecitare il Mipaaf affinché si acceleri l’iter di definizione di importanti decreti applicativi del Testo unico senza perdere di vista le aspettative di effettiva semplificazione dei produttori.
“Quello del vino è un argomento quanto mai importante per la Toscana – ha detto Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti – dove le superficie vitate sono oltre 59mila ettari con una produzione di circa 3milioni e 500mila quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino. La Toscana del vino rappresenta il 6.3% del vino italiano attestandosi come sesta regione per produzione. Il settore vitivinicolo, uno dei punti di forza dell’agricoltura toscana, mostra una grande vitalità, che si traduce in un aumento degli investimenti e nella profonda riorganizzazione delle aziende e della filiera”.
La Toscana, che vanta le più prestigiose denominazioni di origine dei vini, conta 11 Docg, 41 Doc e 6 Igt. La produzione di VQPRD supera 1,7 milioni di ettolitri. Il Chianti rappresenta la quota più importante della produzione di vini a Docg. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (export 2016: 900 milioni di euro).
“La nostra organizzazione – dice Antonio De Concilio, direttore regionale di Coldiretti Toscana – mette a disposizione delle 16000 imprese vitivinicole una capillare rete di uffici presenti sul territorio, per l’assistenza e la consulenza tese a semplificare la vita delle imprese, dando loro la possibilità di recuperare tempo da poter dedicare alla vera e propria attività aziendale, il cui successo si gioca anche con la capacità di penetrazione sui mercati internazionali. Coldiretti – conclude De Concilio- cerca di migliorare sempre più questa azione di supporto alle imprese, attraverso l’acquisizione di professionalità ed una corretta sussidiarietà con la pubblica amministrazione”.











