
Anche il mondo agricolo della provincia di Siena e quello toscano aspettano questa decisione con ansia. “Seppure calata nel corso degli ultimi anni la produzione di pomodoro da industria interessa in modo significativo alcune aree della nostra regione – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana – soprattutto nelle province di Siena, Grosseto, Arezzo e Livorno, dove si trovano oltre 2200 ettari investiti a pomodoro che interessano 400 imprese agricole”. A conti fatti si tratta di 12 milioni di euro di plv agricola regionale.”
Mentre volge al termine un’annata difficile per il comparto, causa siccità ed alte temperature, la buona notizia per il mondo del pomodoro nostrano arriva dal Consorzio Casalasco del Pomodoro che ha annunciato che dopo Pomì acquista lo storico marchio De Rica che quindi resta in Italia direttamente in mano al mondo agricolo cooperativo, con un forte legame col territorio d’origine.
“Si inverte quindi la tendenza – conclude De Concilio – che vede i nostri marchi più prestigiosi oggetto di attenzioni da parte delle multinazionali agro-alimentari. È bene quindi che il prodotto simbolo della dieta mediterranea resti saldamente in mani italiane per rafforzare il sistema di filiera Made in Italy”. Ricordiamo che gli italiani consumano in media all’anno 35 chili di pomodoro in conserva tra passate, polpe, concentrato e pelati sotto le tendenze salutistiche che spingono alla ricerca dei superfood come l’ingrediente principale della dieta mediterranea che è riconosciuto essere un potente antiossidante.











