
“Nel capo di imputazione – si legge – è stato contestato all’indagato il delitto di cui all’articolo 595 comma 3 del Codice Penale perché nel corso di una trasmissione radiofonica offendeva gli organizzatori del Palio della città di Siena, definendoli sadici e incivili e paragonando i contradaioli ad assassini, pedofili e stupratori”.
“Il reato, come descritto nel decreto del Pubblico Ministero, – si legge ancora nella delibera – risulta lesivo dell’immagine di Siena e del Palio. Il Comune di Siena in qualità di ‘persona offesa del reato’, intende costituirsi parte civile nel procedimento penale al fine di rappresentare e difendere la ‘senesità’, intesa come trasmissione secolare di valori culturali e di civiltà che le diciassette Contrade tramandano da generazioni”.










