
“Abbiamo appena doppiato il primo mese di sbarramento – osserva Rossi – e da quel che ci pare di capire potrebbero non bastarne altri dodici. L’effetto che ne consegue è in primo luogo un disagio quotidiano per i circa duemila abitanti della zona, ma anche per chi è abituato a percorrerla e per chi fa del servizio a tutte queste persone il proprio mestiere. In questa zona si è sviluppato nel tempo un prezioso commercio di vicinato: alimentari, edicola, farmacia, mercerie e varie altre attività che stanno già risentendo pesantemente di cali di fatturato non inferiori al 20 per cento. E’ un’ulteriore zampata dopo quelle subite dall’inizio della pandemia”.
L’associazione di categoria è cosciente della complessità oggettiva di intervento sull’infrastruttura per renderla di nuovo agibile: “Sappiamo che il Comune si sta adoperando per contenere i tempi, e che è possibile sperare in un’attesa meno contenuta. Nella migliore delle ipotesi tuttavia passeranno diversi mesi: per questo chiediamo alla Regione di intervenire con contributi di sostegno alle attività economiche che ne risentono, perché diversamente molte di queste non riuscirebbero a sopravvivere al cantiere. Siamo disponibili ad affrontare la questione insieme all’assessore regionale al commercio e al Comune, ma in ogni caso serve un segnale concreto quanto prima”.











