“L’agroalimentare è un settore strategico per il territorio senese con numerose aziende e migliaia di posti di lavoro, – dichiarano i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Siena – l’introduzione dei dazi USA può generare un impatto devastante sull’economia provinciale e sull’occupazione, in un tessuto produttivo già provato da numerose crisi. Il comparto vitivinicolo, insieme ad altri prodotti di eccellenza come olio e formaggi, è fortemente legato all’export. Gli Stati Uniti rappresentano circa il 35% delle esportazioni dei vini senesi confermandosi come uno tra i principali mercati di riferimento. Il nuovo pacchetto vino presentato dalla Commissione europea è sicuramente un primo segnale di reazione dell’Europa ma non è sufficiente”.
Andrea Biagianti (Flai-Cgil Siena), Gabriele Coppi (Fai-Cisl Siena) e Simone Scarpellini (Uila-Uil Siena) lanciano un allarme unitario: “L’agroalimentare è il motore economico di Siena e provincia, uno dei pochi comparti che ancora regge di fronte alle crisi che hanno colpito altri settori. I nuovi dazi USA mettono a rischio esportazioni, produzioni e posti di lavoro. Chiediamo al Governo e alla Regione Toscana misure concrete per tutelare imprese e lavoratori, garantendo interventi strutturali, nuove strategie di export ed eventuali ammortizzatori sociali straordinari per il settore agricolo. Serve inoltre una specifica cabina di regia istituzionale sul territorio insieme alle associazioni datoriali”.
“Il vino non è solo una voce fondamentale per il nostro export, rappresenta un legame profondo tra comunità, paesaggio e lavoro – concludono sui dazi USA i Segretari provinciali di Siena dei sindacati dei lavoratori dell’agro-industria – il settore è un motore di sviluppo e un volano anche per l’economia del turismo, la qualità delle nostre eccellenze locali può fare la differenza. Investire nell’accesso a nuovi mercati internazionali, nella promozione del territorio, nell’enoturismo e nel sostegno alla transizione climatica significa non solo tutelare l’occupazione, ma anche rilanciare l’economia senese”.