Sabato, 23 Settembre 2017
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Vino, Busi (Consorzio Chianti): ''Le nostre aziende? più che il clima le uccide la burocrazia''

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Il presidente del Consorzio è intervenuto al Forum Nazionale vitivinicolo organizzato della Cia - Agricoltori Italiani
“Manca ancora un sistema italiano del settore in grado di riunire tutto il Made in Italy per renderci ancora più competitivi nel mercato globale”

giovannibusi-consorziovinochianti650"A preoccuparci, prima ancora degli ingenti danni climatici che possono coinvolgere le nostre colture, è un sistema burocratico contro cui ci dobbiamo scontrarci quotidianamente. Un freno per la nostra economia e per le nostre aziende che soccombono sotto i colpi di insostenibili procedure. Non dobbiamo mai dimenticarci che l'80% delle nostre aziende è rappresentato da piccole e medie imprese che hanno bisogno di snellezza e velocità, sono aziende che non hanno uffici commerciali, né uffici di amministrazione, sono aziende dove è l'imprenditore stesso ad assolvere tutti questi compiti e quindi dobbiamo venire incontro alle loro esigenze riducendo quello che è il sistema burocratico.” E' quanto dichiarato da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti in occasione del Forum Nazionale vitivinicolo della Cia - Agricoltori Italiani organizzato oggi a Montepulciano.

“In questo momento il Chianti sta vivendo una fase di importante riconoscimento sui mercati internazionali – ha spiegato Busi - e per noi questo è significativo visto che il 70% della nostra produzione è destinato all'export. Questo riconoscimento significa avere una riqualificazione di quelli che sono i nostri prodotti sia dal punto di vista dell'immagine che del prezzo.”

“In un quadro che ci impone di guardare con sempre maggiore interesse ai mercati mondiali, manca però ancora un sistema italiano - prima ancora che regionale - in grado di riunire tutto il Made In Italy del mondo vitivinicolo e metterlo in grado di lavorare insieme sui mercati internazionali. Abbiamo un potenziale da tutti riconosciuto – conclude Busi - che non dobbiamo sprecare solo perché è ancora lontano il concetto di 'fare squadra'. Se prima lavorare da soli è sempre stata la regola, oggi rappresenta un lusso che non possiamo più permetterci.”
 

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