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ECONOMIA E FINANZA
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Weekly Focus dei mercati finanziari del 5 febbraio 2018

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A cura del Settore Ricerca e Informativa Finanziaria di Banca Monte dei Paschi di Siena

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IL QUADRO
- Dopo un gennaio estremamente positivo, il mercato affronta la prima fase correttiva dell’anno, caratterizzata da un deciso rialzo dei rendimenti obbligazionari.
- Venerdì il rialzo dei salari orari USA ha fornito ulteriore spinta al movimento negativo di mercato.

UN GENNAIO RECORD NONOSTANTE LA CORREZIONE IN CORSO
Nonostante la debolezza registrata alla fine del mese (e proseguita nei primi giorni di febbraio), gennaio si è chiuso con performance estremamente positive. I mercati azionari dei paesi emergenti chiudono con un 8,3%, la performance mensile più elevata dal marzo 2016. Il FTSEMIB beneficia del +11% del settore bancario per collocarsi nella parte alta del rank. Lo S&P500 segna a gennaio il mese con la performance più elevata (5,6%) all’interno di una serie record di quindici mesi di performance positive consecutive.
Al netto del declino di questi ultimi giorni, questo inizio anno è stato il più positivo degli ultimi anni, come mostra il grafico in alto a sinistra che riporta la performance dello S&P500 nel primo trimestre di ogni anno dal 2012.

Gennaio ha visto anche l’emergere di una chiara divergenza tra le performance positive dei mercati azionari e quelle pesantemente negative degli indici obbligazionari governativi. In particolare il treasury decennale ha toccato il 2,8%, livello inviolato da quasi quattro anni. Questo ha determinato la peggiore performance mensile per l’indice delle obbligazioni governative USA da quando Trump è stato eletto. Sul settore del credito, le obbligazioni high yield subiscono il rialzo dei rendimenti ma, grazie anche alla loro durata finanziaria più breve, riescono comunque a chiudere il mese positivamente. Negli USA il rally ha riportato gli spread di alcuni settori del mondo del credito ai livelli precedenti la grande crisi finanziaria del 2008 (ad esempio l’indice delle obbligazioni corporate USA ha uno spread di 94 punti base).

Da osservare la tenuta dei periferici dell’area euro: nonostante il rialzo di circa 30 punti base del rendimento decennale del bund, i decennali Btp e Bonos sono inferiori ai livelli di inizio anno. Questa resilienza colpisce particolarmente a un mese da un appuntamento elettorale in Italia dall’esito incerto.

In una survey tra gli investitori condotta la scorsa settimana (e prima della fase negativa di questi giorni) una alta proporzione di intervistati (circa l’80%) ritiene che il sentiment di mercato sia positivo o molto positivo; allo stesso tempo quando richiesti di quale sia il loro livello di sentiment, circa la metà si dichiarano più cauti del mercato. Insomma, l’investitore tipo vede attorno a sé un andamento parabolico delle asset class rischiose, che sono immerse in un clima di euforia, ma si dichiara individualmente molto più cauto. Tuttavia, solo un quarto degli intervistati si attende un declino dello S&P500 in febbraio e poco più di un quarto si attende un bear market (declino superiore al 20%) entro i prossimi 12 mesi. In definitiva, gli investitori mostrano una buona dose di circospezione, ma ritengono che in assenza di un chiaro fattore negativo il buon momento dei mercati è destinato a proseguire. Vi è da domandarsi quanto differenti sarebbero stati i risultati se la survey fosse stata condotta in concomitanza con questa fase correttiva.

LA SETTIMANA
- Nessun dato macroeconomico di primo piano in calendario
 
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